In data 20 e 21 Aprile, SPOTTER-Aviation Magazine si è recato presso il 37°Stormo di Trapani-Birgi per intervistare il Comandante di Stormo, del X°Gruppo C.I., del XVIII°Gruppo C.I. e del G.E.A.. Motivo principale della nostra visita è il futuro ed ormai imminente cambiamento che la base vivrà da qui a poco. Infatti il destino della base di Trapani nel nuovo disegno che lo Stato Magiore dell’Aeronautica le ha preservato è quello di divenire una DOB, ovvero una base dove “una tantum” piccole cellule di velivoli si rischiereranno per condurre addestramento fuori dalla loro base madre. Inoltre se per il X°Gruppo il futuro sarà la transizione sul velivolo F-2000 e lo spostamento sulla base di Gioia di Colle, per il XVIII°Gruppo è prevista la chiusura con la fine del programma “Peace Caesar” riguardante l’F-16ADF e i piloti che verranno assegnati verso altri gruppi.
Di seguito riportiamo le parole in prima persona del Col. Carlo Moscini - Comandante del 37°Stormo, del Magg. Maurizio “Masa” De Angelis – Com. del 18°Gruppo, del Magg. Salvatore “Cheero” Ferrara – Com. del 10°Gruppo e del Tenente Colonnello Maggiore – Com.del GEA.

 

INTERVISTA AL COMANDANTE DEL 37°STORMO, COL. CARLO MOSCINI

Gentile Comandante, ci può spiegare qual’è il ruolo del 37°Stormo inserito nel ruolo di difesa aerea dello spazio aereo nazionale?

Il 37°Stormo è al momento una parte molto consistente del sistema di difesa dello spazio aereo nazionale. In questo momento il sistema di difesa aerea si basa su due linee di velivloi, che sono la linea Eurofighter e la linea F-16, le quali conviveranno fino al termine del programma di Leasing degli F-16. Il 37°Stormo con i suoi due gruppi di volo il 10° ed il 18° svolge attualmente la quasi totalità della difesa dell’area sud dell’italia, ma nei prossimi anni la componente Eurofighter crescerà come capacità di difesa e la parte F-16 decrescerà nell’impegno finchè poi non sarà definitivamente sostituita alla fine del programma. Inoltre il prossimo anno è previsto il termine del programma di Leasing a Cervia e quindi è già in atto un programma di “Phase out” di questi velivoli, e vedremo parte della flotta di Cervia arrivare qui a trapani; mentre un’altra parte verrà già restuita agli stati uniti.

Ci può parlare dell’estensione del leasing per 18 mesi riguardante la flotta F-16 di Trapani?

Tale estensione è già in atto e quindi il termine ultimo è stato slittato, anche se al momento non c’è un termine calendariale ben preciso, anche perchè ci sono delle variabili che vanno poi valutate. Ad ogni modo il termine sarà compreso dal 31 Dicembre 2011, fino al primo semestre del 2012...però ancora da valutare.

In questi sei anni di era F-16 come giudica i risultati raggiunti dalla macchina sia in ambito nazionale che internazionale?

Il bilancio è sicuramente positivo, questo programma F-16 ha avuto un duplice aspetto nella sua positività. Intanto ha permesso all’aeronautica di continuare la missione della difesa aerea, colmando il gap tra la fine del F-104 e l’arrivo dell’Eurofighter, e questo è un primo aspetto positivo per la forza armata; invece per la comunità della difesa aerea il lato positivo è stato quello di una crescita professionale notevolissima per quanto riguarda il personale navigante e anche per quanto riguarda il personale tecnico; ciò dato dal fatto che l’F-104, al di la dei motivi affetivi, non reggeva più i tempi, le necessità, le aspettative e il convivere in un aspetto internazionale che ormai era decisamente più avanzato. L’F-16 ha finalemnte permesso ai piloti italiani di rientrare in questo contesto avanzato e adesso loro lavorano da pari a pari con altri aeroplani che hanno lo stesso sistema d’arma. Il personale tecnco ha fatto un passo qualitativo enorme, in quanto sono passati da un sistema ormai italiano come lo Starfighter ad un sistema di lavoro in partenrship con gli americani per la linea F-16; percui hanno dovuto imparare l’inglese, si sono confrontati con tiplogie nuove e lavorano su un sistema d’arma moderno, anche se a dire la verità i nostri F-16 non sono all’ultimo stadio della modernità. Operativamente parlando , adesso possiamo dire che svolgiamo in maniera efficace e credibile la difesa aerea.

Dal suo punto di vista quali sono stati gli aspetti più difficili a cui hanno fatto fronte, sia il personale di volo che il personale di terra, nel passare da un aereo anziano come lo Starfighter ad uno più moderno come l’F-16?

Dal punto di vista dei piloti è stato tutto un percorso in discesa perchè la macchina è decisamente più facile ed intuitiva rispetto al F-104, ed essi hanno impiegato senza problemi una macchina dal punto di vista tecnico più moderna ma dal punto di vista del pilotaggio molto più facile. Infatti il personale navigante è molto contento e soddisfatto di questa macchina; gli specialisti ed i manutentori hanno avuto un impatto iniziale che per loro è stato sicuramente più duro, più che altro per la necessità di imparare l’inglese. Infatti il vero salto di qualità è stato per gli specialisti, che a differenza dei piloti che sono già inseriti in un contesto che impone la conoscenza della lingua inglese, loro hanno fatto davvero grandi sacrifci per impare l’inglese ed una metodologia nuova nel seguire questi nuovi criteri di manutenzione decisamente americani. Comunque questo impatto di difficoltà iniziale è stato superato con il tempo, a conferma c’è il fatto che il personale americano adesso fa una supervisione minima al lavoro di manutenzione svolto dai nostri tecnici.

In che modo è cambiata l’ottica di confrontarsi con le aeronautiche straniere nell’ambito di esercitazioni come la TLP o la Spring Flag, adesso che abbiamo un aereo più moderno?

Allora noi continuiamo a fare con l’F-16 quello che prima, dal punto di vista della partecipazione, facevamo anche con l’F-104. Il nostro com,pito ora lo effettuiamo con un sistema d’arma più avanzato e quindi possiamo ritenerci al momento più efficaci, poichè prima con l’F-104 facevamo “numero”, poichè esso non dava la possiblità di dare quel supporto che i nostri piloti avrebbero voluto dare e la condotta delle missioni era molto complicata perchè richiedeva una attenzione notevole alla gestione della missione da parte del pilota, cosa che invece adesso con l’F-16 viene fatta in parte dall’aereo. Oggi questo problema è superato, anche se a dir la verità tutt’oggi posso vedere relazioni di piloti nelle quali traspare che in esercitazioni come la TLP ci si confronta con aeronautiche che hanno mezzi più evoluti e questo è avvertito dai piloti, che vorrebbero avere ancora qualcosa di più...pero insomma rispetto al 104 è cambiato moltissimo. Quello che ho notato moltissimo è che in ambienti come la tlp, con missioni che vengono volate in aeree densamente trafficate, anche questa versione del F-16 fa fatica e non è pienamente sufficiente e ciò viene avvertito dal personale navigante.

Ultima domanda...quale futuro per il 37°Stormo e per i suoi due gruppi?

Riportando le parole del Gen. Pollice, il quale proprio oggi ci ha fatto visita qui a Trapani, la base non chiuderà poichè qui esistono altre componenti,le quali continueranno ad esistere...parlo dell’82°CSAR e della comoponente AWACS (FOB). Pe rquanto riguardo la parte dei due gruppi volo ci sono delle cose ancora in discussione, quello che sappiamo per certo è che il programma F-16 finirà e al momento non si stanno valutando ulteriori slittamenti o prolungamenti di Leasing. Certamente uno dei due gruppi, il 10°, l’anno prossimo si trasferirà a Gioia del Colle e quindi sarà equipaggiato con l’Eurofighter, mentre il destino del 18°Gruppo è ancora da definire. Noi come 37°Stormo auspichiamo sempre che la potenzialità di questa base sia sfruttata al meglio dall’aeronautica, ma ancora è troppo presto per dire se succederà una cosa o un’altra.

 

INTERVISTA AL COMANDANTE DEL 18°GRUPPO, MAGG. MAURIZIO "MASA" DE ANGELIS

Comandante, ci può speigare qual’è la missione del 18°Gruppo inserita nell’ambito del 37°Stormo?

La missione del 18°Gruppo, insieme al 10°Gruppo, corrisponde a quella che è la missione principe dell’Aeronautica Militare, ovvero la difesa aerea nazionale. Questo compito lo svolgiamo ormai da parecchì anni, e ciò vuol dire che noi 365 giorni all’anno montiamo di allarme con una coppia di velivoli.

Nel passare dall’era Starfighter all’era F-16, quali sono stati i momenti più difficili da affronatre per il vostro gruppo?

Il passaggio non è stato molto difficile poichè abbiamo avuto la fortuna di fare questa attività di transizione presso l’O.C.U. della Air National Guard di Tucson in Arizona, dove l’addestramento ha permesso ottimi risultati anche nel rispetto della macchina, che nella sua novità per i piloti forniva informazioni a cui il pilota di F-104 non era abituato. Con l’ausilio dei simulatori e della notevole attività di volo svolta a Tucson siamo riusciti a tornare in Italia con un ottimo paccheto di conoscenze che ha garantitto negli ultimi anni il perfetto addestramento dei futuri piloti di F-16 italiani, i quali sono stai inviati negli USA a conseguire su di esso le qualifiche minime, ovvero solo il passaggio macchina, mentre il resto viene fatto qui presso i due gruppi di volo del 37°Stormo.

Il 18°Gruppo sarà l’ultimo gruppo a volare sull’F-16, in questi anni che vi separano dalla fine dell’era F-16 ci sono ancora degli obbiettivi che dovete o volete raggiungere?

In questo periodo non cambierà la nostra missione, continueremo a fare difesa aerea. Ad ogni modo in questo periodo supporteremo contemporaneamente l’ingresso degli Eurofighter nel campo della difesa aerea. Infatti andremo di passo in passo con la crescita della base di Gioia del Colle, la quale sta aumentando le sue capacità di difesa aerea con il velivolo Eurofighter.
Questo è l’obbiettivo che ci è imposto dall’alto, mentre l’obbiettivo del gruppo rimane lo stesso, ovvero quello che i suoi piloti siano sempre al massimo livello per portare a termine il compito ad essi assegnato, quello di difesa.

I prossimi due anni saranno per voi un periodo di incertezza, in quanto il ridimensionamento attuale dell’Aeronautica Militare non prevede la transizione del 18°Gruppo sulla linea Eurofighter, come state vivendo questo periodo in cui il vostro futuro sembra incerto?

Il 18°Gruppo arriverà a chiudere il programma “Peace Caesar” dell’ F-16; dopo di che le opzioni sono due, o ci sarà il modo di portare un altro gruppo su Eurofighter ma ciò non dipenderà da noi ma dipenderà soprattutto da quelle che saranno le risorse disponibili in forza armata o altrimenti il gruppo verrà messo in posizione quadro. Per quanto riguarda gli ufficiali piloti che all’epoca si troveranno ancora sotto il 18°Gruppo, per loro si apriranno un ventaglio di prospettive che vanno in molte direzioni, tra le quali c’è anche il reimpiego sull’Eurofighter. Ad ogni modo i piloti del 18° potrebbero passare anche sotto il comando scuole, diventando istuttori presso il 61°Stormo di Lecce o negli Stati Uniti nelle scuole dove l’aeronautica manda i suoi allievi, o nel caso essi ne facessero richiesta potrebbero anche essere reindirizzati verso altre linee della Forza Aerea.

 

INTERVISTA AL COMANDANTE DEL 10°GRUPPO, MAGG. SALVATORE "CHEERO" FERRARA

Comandante, qual’è la missione primaria del 10°Gruppo inserita nel contesto del 37°Stormo?

La missione del 10°Gruppo è pari a quella del 18°Gruppo e si identifica con quella del 37°Stormo, ovvero quella della difesa aerea nazionale. Il nostro gruppo, come il 18°Gruppo, è H24 (assicura difesa aerea 24 ore su 24) per tutto il mese; anche se negli ultimi mesi ci stiamo alternando con Gioia del Colle.

Come avete vissuto il passaggio macchina dal F-104 al F-16 ? e come avete vissuto il cambio di base visto che dal 9°Stormo di Grazzanise siete passati al 37°Stormo di Trapani?

Per il 10°Gruppo questo cambiamento è stato abbastanza radicale, perchè eravamo a Grazzanise già da 36 anni ed eravamo ben radicati nelle struttura del 9°Stormo di Grazzanise ma soprattutto perchè abbiamo lavorato come 10°Gruppo per ben 35 anni con l’F-104. La macchina negli ultimi anni risentiva delle sue limitazioni dovute alla “vecchiaia” e mi sento di dire che in certe circostanze non ci faceva ben figurare nel contesto NATO in cui siamo inseriti...ad ogni modo per noi che ci abbiamo volato rimane e rimarrà per sempre una macchina affascinante, mitica e leggendaria. Questo cambiamento era già da anni auspicato nei reparti della difesa aerea e addirittura si parlava di transitare sull’F-16 già a metà degli anni 80 in quanto all’aeronautica erano state offerte alcune proposte; dunque quando l’aeronautica ha scelto l’F-16 per colmare il gap tra la dismissione del F-104 e l’entrata in linea dell’Eurofighter, a noi ci è sembrata la soluzione più logica e naturale da fare. Questo anche considerando che il brusco cambiamento di mentalità dal 104ista al pilota di Eurofighter sarebbe stato davvero enorme, dovuto al gap di diverse generazioni di aerei; quindi posso dire che l’F-16 ci è servito per colmare queste lacune accumulate negli anni.
Per quanto riguarda il cambio di base, esso ha trovato il personale del 10°Gruppo pronto; e qui a Trapani abbiamo trovato una ospitalità grandiosa e ci troviamo benissimo sia dal punto di vista lavorativo professionale che sociale.

Il futuro del 18°Gruppo è ancora incerto mentre il vostro vi vedrà transitare sull’Eurofighter, ci può spiegare quali sono i suoi pensieri in merito e cosa auspica?

In linea di massima si cercherà di tansitare tutti sulla linea Eurofighter, questo per non perdere l’esperienza che si accumula in un gruppo inserito nella difesa aerea.
Però bisogna premettere che la macchina sulla quale voliamo ora è una macchina datata, pur essendo un F-16 è una della prime versioni, la Block-15 e quindi parliamo di macchine che abbondantemente hanni più di un quarto di secolo. Ad ogni modo il sistema avionico che abbiamo noi garantisce agli aerei di espletare i compiti a noi assegnati, difesa aerea, scorta e protezione, questo grazie al direi “buon” raggio di scoperta del radar, all’utilizzo del missile Amraam, un RVR che sul 104 non avevamo il “lusso” di avere e se mi permette una battuta “sopperiamo” alle mancanza della macchina con la qualità dei piloti.
La macchina quindi oggi ci ha fatto fare un bel salto in avanti, facendoci figurare bene non solo all’interno dell’aeronautica ma anche all’estero; tant’è che ci viene sempre più richiesta la nostra presenza in esercitazioni e scambi professionali.
Detto questo sarebbe impensabile perdere l’esperienza accumulata sull’F-16 e non transitarla sull’Eurofighter; infatti al momento il gruppo soffre un pò di carenza di piloti dovuta al fatto che alcuni, per la maggior parte di fascia alta,hanno già cominciato la conversione sull’Eurofighter.

Con quale tempistica prevedete di iniziare ad affiancarvi al 12°Gruppo di Gioia del Colle?

Già dall’anno prossimo, anche se questa sarà una transizione un pò diversa e non comune come le altre. Infatti il 10°Gruppo verrà trasferito simbolicamente da qui alla base di Gioia del Colle, ma i piloti in realtà all’inizio non si muoveranno.

 

INTERVISTA AL COMANDANTE DEL GEA, TEN.COL. MAGGIORE

Come è organizzata la manutenzione degli F-16 presso il GEA, visto che vi trovate ad operare insieme anche al personale americano?

Il programma F-16 ha assegnato la responsabilità della manutenzione e del controllo configurazione dei velivoli,cioè la parte fondamentale, al governo americano che lo esercita tramite le due ditte inserite nel programma “Peace Caesar”, la Lockheed Martin e la Pratt & Whitney. Tuttavia in realtà la manutenzione vera e propria la effettua il nostro personale italiano, e quindi la responsabilità della manutenzione è americana, ma la manutenzione fisica viene svolta dagli italiani sin dall’inizio del programma (2003). L’eseprienza accumulata in questi anni dal personale italiano ha portato ad avere il personale americano sempre più distaccato dalla manutenzione effettiva, anche se tutto il nostro lavoro viene eseguito con una supervisione americana anche al giorno d’oggi; tuttavia con uan presenza meno “invasiva”. Il personale americano resta comunque sempre responsabile, sia in italia che all’estero, e quindi anche quando prendiamo parte ad esercitazioni all’estero come la TLP, abbiamo sempre al seguito personale americano con noi, il quale ha la supervizione di quello che succede.
L’unica responsabilità totalmente italiana è la riproduzione dei corsi fatti negli stati uniti; infatti tra il 2002 ed il 2003 un numero limitato di personale italiano ha seguito un corso di addestramento negli USA e fra questo personale sono state istruite delle persone ad addestrare altri colleghi. Il personale che ha preso la qualifica di istruttore si è occupato di addestrare la restante parte del personale previsto dal programma F-16 con corsi tenuti a trapani. Quindi il riversare l’addestramento appreso negli Stati Uniti al personale qui in Italia è stata completamente una nostra respnsabilit, della quale ne andiamo pienamente orgogliosi. In tutti questi anni abbiamo addestrato non meno di 500 specialisti, un numero assai sostanzioso.

Quale sarà il futuro degli specialisti finita l’era F-16?

Finito il programma F-16, gli attuali programmi dell’AMI vedono Trapani come futura base di rischieramento per l’F-2000, in gergo D.O.B.; la quale non prevede un nutrito numero di personale come attualmente abbiamo qui a Trapani e quindi ci sarà una riduzione di personale. Ad ogni modo il background acquisito negli anni lavorando sull’F-16 e quindi operando con manuali in inglese ed una machina più moderna rispetto al glorioso F-104 risulterà sicuramente un’ottima base di lancio per poter lavorare con l’F-2000. Tuttavia i programmi per la base di Trapani non sono ancora definitvi, e l’unica cosa certa è che il 37°Stormo diventerà una D.O.B., quindi non è ancora certo se rimarrà un GEA, oppure se verrà costituito un servizio tecnico rinfrozato capace di accogliere e gestire i velivoli che a rotazione si rischiereranno sulla base siciliana.

Come viene programmata la manutenzione degli F-16 in base alle ore di volo?

Prima di tutto il velivolo F-16 ha una filosofia di manutenzione molto diversa da quella aveva anni fa il 104, ovvero da 0 a 300 ore di volo effettua solo piccole ispezioni che richiedono un fermo macchina di 1-2 giorni massimo, quindi ispezioni abbastanza veloci. Capita anche che alcune volte il velivolo necessiti di una manutenzione di solo un paio di ore, quindi lo possiamo considerare un aereo sempre fruibile.
Al raggiungimento delle 300 ore di volo c’è l’unica ispezione completa che il velivolo deve sostenere e cioè la 300 ore, la quale richiede circa 12 giorni calendariali per essere portata a termine. Questo tipo di ispezione, la 300 ore, per come è stato strutturato il programma F-16 viene svolta solamente a Trapani; e quindi i velivoli di Cervia che raggiungono le 300 ore di volo vengono a trapani dove vengono ispezionati, per poi ritornare su a Cervia non appena completato il ciclo di controlli previsti dalla manutenzione.
All’inizio del programma il ciclo di controlli di manutenzione attualemnte previsti dalla 300 ore veniva svolto alle 200 ore di volo, ma dal 2004 questa manutenzione è stata aggiornata alle 300 ore. Il lavoro viene sempre compiuto interamente da personale italiano con la supervisione di un uomo Lockheed, il quale lavora pochino sulla macchina.
Ciò è stato anche fonte di orgoglio per noi italiani che siamo sempre andati in regola con tutte le ispezioni previste; anzi da quando abbiamo iniziato fino all’anno scorso abbiamo sempre effettuato una ispezione in più nell’arco dell’anno. Ciò a significare la qualità e la preparazione tecnica del nostro personale nel produrre le ispezioni.

Avendo acquistato un paccheto di ore di volo da dividere in un determinato numero di anni, avete già la manutenzione futura programmata...corretto? Quindi cosa è cambiato principalmente nel programmare la manutenzione dell’F-104 e quella dell’F-16?

Dal F-104 al F-16 la cosa principale che è cambiata è la filosofia, ovvero l’F-16 da 0 a 300 ore di volo necessita solo piccole ispezioni, mentre l’F-104 fino alle 300 ore (ispezione tenuta dal 4°RMV di Grosseto) richiedeva la 37 ore, la 75 ore e la 150ore...e queste erano ispezioni che richiedevano anche parecchio tempo e quindi un fermo macchina maggiore.
Inoltre biosgna dire che il GEA a Trapani è stato costituito proprio con l’arrivo dell’F-16 e ha portato sotto di se tutto il personale della manutenzione, il personale della linea volo e della sezione tecnica del gruppo di volo che invece all’espoca F-104 era alle dipendenze del gruppo di volo. Quindi oggi abbiamo anche dei capo velivoli, degli avionici e degli armieri che operano sotto il controllo del GEA.
Essendo stato tutto accorpato all’interno del GEA, noi oggi ci occupiamo di tutto quello che sta intorno al F-16, dal capo velivolo che manda fisicamente in volo l’aereo, alla manutenzione in Hangar, alla parte di rifornimento.
Ciò ha portato principalemente un cambio di mentalità, in quanto il personale prima aveva due capi diversi, il comandante del gruppo volo e il direttore del centro manutenzione; adesso invece c’è un solo rappresentante che è il comandante del GEA. In questo modo i gruppi volo hanno più tempo da dedicare alla parte addestrativa dei piloti senza dover pensare al capo velivolo o alla disponiblità degli aerei per esempio.  Ciò ha reso più snello organizzare l’attività nel suo insieme all’interno dei gruppi volo, ma ha sicuramente dato una quantità di lavoro e personale maggiore da gestire presso il GEA.

 

"L’autore del servizio desidera ringraziare tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questo servizio. In primis desidero ringraizare il Ten. Stefano Testa dell’Ufficio Pubblica Informazione dell’Aeronautica Militare per aver gestito nel migliore dei modi la nostra richiesta; inoltre un sentito grazie va al Ten.Col. Gianluca Di Battista, Addetto Stampa del 37°Stormo, e al suo assistente il M.llo Roberto Meloni, che in base hanno gestito e reso possibile con una impeccabile precisione ogni mia esigenza. Deidero ringraziare per l’ospitalità anche il Comandante di Stormo, Col. Carlo Moscini e i due comandanti di gruppo, rispettivamente per le Picche il Magg. Ferrara e per i Brandy il Magg. De Angelis. Un grazie di cuore per avermi trattato come un di loro a tutti i Brandy e le Picche, in special modo per i Brandy il Ten. Davide Marrandino ed il Ten. Ivo Ferrazin."