Il 208TTIMO GRUPPO DI VOLO E L’ADDESTRAMENTO:

Per parlare di una scuola di volo si possono scrivere tante cose, ma i dati più importanti restano e resteranno sempre i numeri; 420.132 ore di volo e 4.372 piloti brevettati sono l’asso nella manica del 208° Gruppo di Volo, il quale per decenni ha insegnato a volare a migliaia di giovani allievi.
Scopo principale del 208° Gruppo di volo, meglio noto con l’affettuoso nomignolo di “208ottimo” come si legge dallo stemma presente sulle tute di volo degli istruttori e degli allievi, è quello di formare ed istruire i futuri piloti di elicotteri. Detto in questo modo può sembrare un compito semplice all’interno di una forza armata ma se si pensa che la scuola di Frosinone con le sue strutture è l’unico ente in Italia preposto a questo ruolo, allora il compito si fa più serio. Con queso concetto, il 208° gruppo forma i futuri piloti militari (Aeronautica, Marina, Guardia Costiera, Esercito, Carabinieri, Guardia di Finanza) e tutti i futuri piloti dei Corpi Armati e non armati (Polizia, Vigili del Fuoco, Corpo Forestale); inoltre il 208° Gruppo si occupa della formazione di futuri piloti anche per forze aeree straniere, tra cui Albania, Malta e Afghanistan.
Il gruppo effettua questa attività di addestramento solo con istruttori di provenienza dell’Aeronautica Militare, i quali dopo aver conseguito il brevetto di pilota militare presso il 61°Stormo di Lecce o le Scuole estere in USA o in Canada effettuano la conversione operativa sugli elicotteri NH-500E del 72°Stormo. Da qui poi vengono assegnati ai reparti operativi che volano con HH-3F o AB-212, da dove poi ritornano a Frosinone per istruire i loro futuri colleghi. Generalmente un istruttore del 208°Gruppo rimane in assegnazione per un periodo di circa tre/quattro anni, ma sono molteplici i casi in cui esso rimane per un tempo più prolungato.
La formazione e le modalità per diventare pilota di elicottero cambiano in base alla provenienza dell’allievo, il quale può arrivare al gruppo da una Forza Armata, da un Corpo Armato oppure da un Ente dello Stato non armato. Nel caso dei frequentatori che giungono dall’Aeronautica Militare, dalla Marina Militare e dalle Capitanerie di Porto, viene rilasciata un’abilitazione del tipo “passaggio macchina”, concessa esclusivamente poichè questi allievi hanno già il brevetto di pilota militare ottenuto presso il 70°Stormo di Latina su velivoli ad ala fissa del tipo Siai-260. Per questo tipo di allievi il corso di abilitazione su elicottero dura sette mesi, e prevede un mese di parte teorica e sei mesi di attività di volo per un totale di 77 ore di volo.
Poi ci sono i veri e propri corsi per ottenere il brevetto di volo, che si divide in due tipologie.
La prima è il rilascio di brevetto del tipo B.P.M.E.(Brevetto Militare per Elicottero) e viene rilasciato dopo un corso di nove mesi che prevede un mese e mezzo di parte teorica e sette mesi e mezzo di attività pratiche associate a 90 ore di volo. A questo corso accedono solamente i piloti provenienti dall’Esercito Italiano, dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza. Il secondo brevetto invece è ad uso esclusivo degli allievi provenienti dagli Enti di Stato non militari, tra cui Polizia di Stato, Vigili del Fuoco e Corpo Forestale dello Stato. Tale brevetto cambia solo nella denominazione, ovvero B.P.E. (Brevetto Pilota Elicottero); ma nella durata e nelle modalità è identico al corso per il conseguimento del brevetto B.P.M.E.

Come già citato in precedenza, l’Aeronautica Militare Italiana si occupa di istruire allievi provenienti anche da forze aeree straniere e nel 2007 e 2008 ha formato giovani piloti per Malta, Albania e Afghanistan; inoltre per il prossimo futuro sono state prese in considerazione dallo Stato Maggiore richieste provenienti da altri paesi.
Altro compito importante dello stormo è quello di occuparsi dei corsi tecnici di manutenzione per sottufficiali e dei corsi di qualificazione per Istruttori ed Esaminatori.
L’addestramento degli alliei è diviso in due attività ben distinte, quella teorica e quella pratica, quest’ultima avviene grazie agli istruttori del 208° Gruppo di Volo che con la loro esperienza, dedizione e professionalità possono essere ritenuti parte fondamentale per la buona riuscita dell’addestramento. Durante la fase di istruzione al volo, i giovani allievi eseguono il seguente tipo di addestramento: Volo a vista(VMC), Volo strumentale(IMC/S), Volo notturno, Volo in formazione, Volo in montagna, Volo su acqua e Volo con l’uso del verricello e del gancio baricentrico.
Per la parte teorica invece vanno spese più parole, questo poichè essa prevede un sistema di insegnamento sviluppato proprio a Frosinone e che ha portato alla costituzione del Sistema di Insegnamento Automatizzato denominato INSIAU  dislocato presso il Gruppo Istruzione Professionale INSIAU.

Presso l’aula dell’INSIAU, che è anche il nome del sistema didattico sviluppato a Frosinone, si svolge dal 1997 la fase teorica a terra propedeutica per la successiva fase addestrativa in volo. Tramite i 25 Personal Computer, detti anche “Postazione Allievo”, sui quali è installato un software appositamente studiato e realizzato, gli allievi svolgono un ciclo intensivo di addestramento che li vede impenati per 3/7 settimane in base alla tipologia cui appartengono. Il software raccoglie 14 materie teoriche per un totale di 200 lezioni ad elevato contenuto multimendiale; tali lezioni costituiranno il background culturale indispensabile all’allievo per poter proseguire  il suo iter addestrativo. Il docente, attraverso il PC “Postazione Insegnate”, controlla lo svolgimento delle lezioni e controlla il raggiungimento degli obiettivi formativi, quest’ultimi attraverso varie tipologie di test di verifica. Inoltre l’inseganante può intervenire personalemente per approfondimenti e chiarimenti con l’allievo, impiegando i diversi dispositivi hardware e software messi a disposizione dall’aula INSIAU.
Questo che abbiamo appena descritto potrebbe essere definito come la versione 1.0 del software INSIAU, software che ha visto un profondo aggiornamento tra il 2007 ed il 2008. Infatto il software ha subito un enorme rinnovamento sia dal punto di vista del software che dal punto di vista hardware. Infatti, dopo un intenso lavoro di aggiornamento che ha visto impegnato esclusivamente personale militare dello stormo, il sistema è stato spostato sulla piattaforma didattica E-Learning già utilizzata dall’Università La Sapienza, da diversi Enti della Pubblica Amministrazione e dalla stessa Aeronautica Militare, il tutto mantenendo i preziosi contenuti didattici ben collaudati. Questo innovativo sistema ha generato numerosi vantaggi, primo fra tutti la possibilità di eseguire le lezioni multimediali tramite il Web browser e quindi non solo su una rete locale ma anche attraverso internet. Grazie ha questo si è avuta la costituzione del progetto INSIAU E-Learning che pone come obiettivo principale quello di dare la possbilità agli allievi di svolgere la maggior parte della fase teorica prevista dal corso direttamente dalla sede del proprio ente di appartenenza, con un conseguente congruo risparmio economico.
Va ha anche detto che nell’ambito del rinnovamento tecnologico, oggi ai frequentatori viene data la possbilità di accedere alle loro lezioni anche dopo il normale orario di servizio. Tutto ciò è stato reso possibile grazie all’installazione presso gli alloggi degli allievi di una rete V-Lan wirelss, la quale tramite un notebook fornito agli allievi dallo stormo permette di collegarsi al Web Server dell’aula 24 ore su 24.

 

G.E.A. – GRUPPO EFFICIENZA AEROMOBILI:

Il compito primario del Gruppo Efficienza Aeromoboili del 72°Stormo è quello di eseguire la manutenzione di tutta la linea elicotteri NH-500E, manutenzione che include tutte le relative installazioni di bordo e di supporto a terra dell’attività di volo dello Stormo.
Il GEA si occupa della manutenzione della cellula del NH-500E per il 1°, 2° e 3° livello tecnico, nonché della manutenzione prevista per le 25, 100 e 300 ore di volo. Inoltre si cura anche della manutenzione di 1° e 2° livello tecnico del motore, mentra la manutenzione di 3° livello per il motore avviene presso la ditta Piaggio. Per quanto riguarda la manutenzione della parte avionica dell’elicottero, quella di 1°livello viene eseguita a Frosinone, mentre quella di 2° e 3° livello avviene presso il 6°RME-Reparto Manutenzione Elicotteri di Pratica di Mare. Va inoltre detto che le ispezioni maggiori alle 300 ore dell’elicottero possono essere fatte anche presso la ditta SEI di Monteprandone, ma questo varia di caso in caso in funzione delle risorse assegnate dall’amministrazione allo scopo.
Per effettuare la normale attività manutentiva prevista, il GEA si avvale di tecnici specialisti addetti alla manutenzione, e svolge anche corsi teorico-pratici, come corsi per Capo Velivolo e corsi propedeutici Ala Rotante, nell’ambito della attività di formazione e addestramento assegnate al 72°Stormo. Anche i corsi tenuti dal personale del GEA si basano sul sistema E-Learning, effettuando corsi tecnici per specialisti ala rotante attraverso il metodo dell’insegnamento a distanza.
Dobbiamo sottolineare come, a differenza di altri Enti manutentivi come l’RMV-Reparto Manutenzione Velivoli che si occupano di ispezioni maggiori e quindi producono ore di volo per stormi o reparti di volo dai quali però non dipendono, il GEA del 72°Stormo è un ente che inserito nel contesto della Scuola origina e quindi produce tutte le ore di volo per la linea NH-500E.

 

L’ELICOTTERO NH-500E:

L’elicottero assegnato in dotazione al 208° Gruppo di Volo è l’NH-500E, un derivato dalla versione originale OH-6 Cayuse successivamente svillupato nell’MD-500D. E’ un modello costruito su licenza della Statunitense McDonald Douglas dalla Breda Nardi di Monteprandone (AP), quest’ultima acuisita a sua volta da Agusta nel 1989. La produzione dei 50 esemplari iniziò presso la Breda Nardi nel 1987 e la consegna dei primi esemplari al 72°Stormo avvenne nel 1989 con due NH-500D, consegna alla quale seguì l’inizio della fornitura della versione “E”; versione che andò progressivamente a sostituire gli AB-47 allora assegnati alla scuola. L’NH-500E è un elicottero molto leggero, con un peso massimo al decollo di Kg. 1.310; tuttavia grazie alla sua leggerezza, alla sua elevata flessibilità d’impiego e alla sue caratteristiche è diventato un velivolo di largo impiego in ogni angolo del mondo, sia per scopi militari che civili.
Il primo degli elicotteri della serie “E” fu consegnato il 26 Maggio del 1990 e da subito, al contrario di come può apparire, si è rivelato un elicottero robusto e affidabile.

Grazie alle sue caratteristiche l’elicottero può essere utilizzato in varie configurazioni, con galleggianti fissi, con due barelle per trasporti sanitari ed in questo caso vengono montati speciali portelli bombati, con pattini da neve, con verricello (136kg. max), con gancio baricentrico ( 907kg. max); inoltre può essere configurato con armamento del tipo razziere da 14 razzi cal. 50mm o mitragliatrici cal, 5,56mm; quest’ultime in dotazione dopo gli interventi di ammodernamento della linea finalizzati a dotare l’NH-500E di capacità SMI-Slow Movers Interceptor. La dotazione di carburante è costituita da 2 serbatoi flessibili ed auto-stagnanti antiurto sotto il vano di carico per un totale di 234 litri che garantiscono un’autonomia di 2 ore (450km); ma è possibile  disporre anche di un serbatoio ausiliare da 186 lt. alloggiato sotto i sedili posteriore che aumenta l’autonomia fino a quasi 3,5 ore di volo.
L’avionica del NH-500E comprende per le comunicazioni una strumentazione dotata di 2 radio VHF-AM ART-151 e VHF-AM/FM SRT-651 HQ, per la navigazione di uno strumento ADF- Automatic Direction Finder ARG 80, di un VOR-VHF Omnidirectional Range, di un sistema ILS-Instrumental Landing System, di un DME- Distance Measuring Equipment 42, di una girobussola AN/ASN-75 e un radar altimetro PA 5411. Inoltre è presente un interfonico AG-06 e un IFF SIT 421A.
L’NH-500E vola grazie alla propulsione del motore Allison 250-C.20.B a turbina libera; questo motore è composto da un compressore a sei stadi assiali, un compressore centrifugo, una camera di combustione singola, due turbine a due stadi e da un riduttore che serve da supporto strutturale del motore, il quale trasmette il moto alla trasmissione principale dell’elicottero, agli accessori ed al dosatore del combustibile. L’Allison è capace di generare una potenza di 420HP (Horse Power) in decollo e di 370HP in crociera, ed una velocità massima di 281km/h.

 

IL 72° STORMO:

E’ quasi automatico quando si parla di uno stormo dell’Aeronautica Militare pensare a velocissimi aerei a reazione che sfrecciano nel cielo, infatti ci sbagliamo; poichè l’Aeronautica Militare Italiana è fatta anche da enti di supporto e di scuole, proprio come il 72°Stormo di Frosinone.
La scuola di Frosinone è l’unica scuola di volo dell’AMI nel settore dell’ala rotante alla quale è stato assegnato il “non facile” compito di abilitare al pilotaggio degli elicotteri gli allievi appartenenti alle Forze Armate Italiane ed ai Corpi dello Stato Italiani; nonchè i frequentatori provenienti da paesi stranieri.
Oltre al compito principale, che riamane sempre quello dell’istruzione, lo Stormo ha altri compiti istituzionali non meno importanti. Questi compiti si possono riassumere in: concorso in operazioni SAR (Search and Rescue) e Protezione Civile nel contesto mondiale di pace, supporto alla difesa delle basi aeree ed installazioni militari in generale durante i periodi di crisi o guerra.
Nell’ultimo decennio lo Stormo ed i suoi uomini è stato chiamato anche a svolgere compiti e missioni fuori dai confini nazionali, tra essi vanno ricordati gli impegni in Albania dal Luglio 1999 a Giugno 2000, in Eritrea dal Novembre 2000 al Luglio 2001 ed in Kosovo da Giugno 2000 a Dicembre 2003. Le menzionate missioni ha cui ha partecipato il 72°Stormo con gli elicotteri NH-500E sono state tutte sotto il comando NATO o ONU, e per esse è stato sempre stabilito dal Governo Italiano che il loro scopo principale era quello di “Peace Keeping”, ovvero di mantenimento della pace.
Di recente, per l’esattezza il 20 Marzo 2005, il 72°Stormo è stato intitolato al Serg. Pilota M.O.V.M. Marcello De Salvia “Prima ed unica medaglia d’oro al valor militare che ha messo le ali a Frosinone”, motivo per cui gli è stata attribuita l’intitolazione dello stormo.
Il Serg.Pilota De Salvia svolse a Frosinone il primo corso di pilota nel 1939 e ottenne la medaglia d’oro al valor militare grazie al coraggio dimostrato nei cieli dell’Albania durante la 2^ Guerra Mondiale, dove fu abbattuto in una cruenta battaglia.

 

Intervista al Colonello Pasquale Merola comandante del 72° Stormo di Frosinone

a cura di Marco Meschino

-QUAL’E’ L’ATTIVITA’ SVOLTA DAL 72° STORMO?

Il compito primario assegnato allo Stormo è quello della formazione dei futuri piloti di elicottero per la nostra Forza Armata di altre Forze Armate italiane dei Corpi Armati e non dello Stato e per compagini armate straniere; quindi abilitare i primi e brevettare i secondi. Come compito secondario o complementare interveniamo con uomini e velivoli del reparto quando lo Stato Maggiore Aeronautica, attraverso il Comando delle Scuole Aeroautica, decide il nostro necessario impiego sia in ambito nazionale che in ambito internazionale. Il compito primario prevede inoltre la fondamentale istruzione dei piloti istruttori di ala rotante assegnati al nostro 208° Gruppo Volo, dei piloti esaminatori ; rappresentando una peculiarità propria del 72° Stormo che ancora oggi è l’unica scuola elicotteri in ambito nazionale; insomma siamo unici!

-QUALI CORSI VENGONO SVOLTI NELL’AMBITO DELLA SCUOLA?

Ribadisco che svolgiamo innanzitutto la peculiare e fondamentale formazione dei piloti istruttori che, assegnati al Gruppo Volo, provvederanno a garantire la formazione professionale dei piloti/allievi frequentatori secondo precisi standard formativi approvati dal Comandante delle Scuole dell'Aeronautica Militare. Qui vengono svolti corsi di abilitazione per i piloti militari (piloti provenienti dall’Aeronautica, Marina, Capitanerie NDR), rilasciamo brevetti di pilota di elicottero per i restanti frequentatori provenienti dalle altre compagini (componenti provenienti dall’Esercito, Carabinieri, Guardia di Finanza nonchè Polizia, Vigili del Fuoco e Corpo Forestale NDR); tutto ciò con un’esperienza ormai cinquantennale (nel 2010 verrà festeggiato il 50° anniversario della costituzione della Scuola Elicotteri NDR). In ambito europeo non esiste una scuola che possa vantare un’esperienza, una tradizione pari a quella dello Stormo di Frosinone.

-QUESTO PRESTIGIOSO TRAGUARDO E’ RICONOSCIUTO IN AMBITO NAZIONALE E INTERNAZIONALE?

Dall’inizio del periodo del mio comando (dal 2007 NDR) lo Stormo è stato visitato da ben 15 delegazioni militari straniere, molte delle quali hanno espresso interesse per l’eventuale invio di frequentatori qui. Quindi posso affermare che c’è un vivo apprezzamento delle capacità offerte da Frosinone.

-COLONELLO, A PARTIRE DEGLI ANNI NOVANTA LE FORZE ARMATE ITALIANE SI SONO PROIETTATE IN NUMEROSI MISSIONI “FUORI AREA” APPORTANDO TANGIBILI E PREZIOSI ASSETTI AD ALA ROTANTE, CHE NE DICE?

Ritengo di poter dire che lo spessore professionale degli equipaggi militari italiani di elicotteri lo viviamo quotidianamente. Da questa scuola vengono seguiti mediamemte 90-100 allievi all’anno che vengono abilitati, brevettati e inviati successivamente ai reparti per proseguire l’iter formativo specifico alle linee in uso e poi operativamente impiegati dove richiesto; l’ottimo  risultato del nostro “prodotto finito” ci viene palesato apertamente dagli utenti che trovano nei brevettati delle ottime qualità professionali.

-L’ECCELLENZA DELLA SCUOLA DI FROSINONE PUO’ PROVENIRE ANCHE DAL FATTO CHE L’ATTIVITa’ENGA SVOLTA IN AMBITO TIPICAMENTE ITALIANO?

Questo sicuramente è un vantaggio, ma esistono altri aspetti che devono essere necessariamente presi un considerazione per esprimere un giudizio ponderato sul prodotto di questa scuola. Innanzitutto i programmi addestrativi diversificati uno per l’abilitazione e l’altro  per il brevetto  e inoltre il plusvalore rappresentato dall’esperienza pluriennale maturata. Nella formazione quotidiana dei piloti frequentatori si trasmette la vasta esperienza maturata dalla scuola unica nel suo genere in ambito nazionale ed europeo che viene trasmessa dal pilota esaminatore al pilota istruttore al pilota giovane in addestramento che va al di là dei meri programmi addestrativi.
Oggi il prodotto finale della scuola è sicuramente più oggettivo del passato visti i parametri rigidamente previsti dai programmi didattici redatti dal Comando delle Scuole  ma esiste sempre una percentuale di imprinting soggettivo degli istruttori che permette di ottenere risultati brillanti dai giovani  piloti sia qui che poi nei reparti d’assegnazione anche di altre Forze Armate o Corpi dello Stato ampiamente riconosciuto. La scuola di Frosinone vive anche di esperienze formative che vengono tramandate di anno in anno, di istruttore in istruttore le quali aiutano ad ottenere un eccellente prodotto formativo nello specifico settore. Nelle 18 missioni della fase basica si lavora sull’allievo per sviluppare  il  coordinamento degli arti nel gestire i comandi del velivolo guardando sopratutto fuori arrivando passo passo alla dovuta padronanza del mezzo; si inizia svolgendo il programma del volo in effetto suolo operando dai 4 quadrati di manovra presenti nel sedime di Frosinone ripetendo rullaggi ad 1mt da terra, hovering in effetto suolo, decolli.

-IL COMPITO DEGLI ISTRUTTORI ASSEGNATI AL 208° GRUPPO E’ PIU’ IMPEGNATIVO O MENO RISPETTO AI COLLEGHI DI LATINA E LECCE?

Bisogna distinguere per un ns. frequentatore, sia che sia già un pilota militare o proveniente da corpi dello Stato, la fase iniziale è quella più complessa e impegantiva in quanto egli  deve acquisire, tramite gli insegnamenti dell’ istruttori, la dovuta padronanza per condurre in volo una macchina che presenta una forte instabilità sugli assi specialmente in effetto suolo a circa i mt da terra meno instintiva o del tutto nuova mentre per i canditati di Latina o Lecce le difficoltà iniziali sono ben diverse e meno pressanti per la condotta ed il controllo basico della macchina. in quanto il volo risulta più intuitivo. Nelle fasi successive sicuramente la formazione del pilota ad ala fissa sarà più complessa e variegata; quindi ritengo che inizialmente il nostro compito qui sia più impegnativo e gravoso. Avendo chiarito questo è facile comprendere come nelle 18 missioni iniziali ci concentriamo  essenzialmente a fornire agli allievi i fondamentali strumenti per garantire la mera condotta dell’elicottero e qui che identifichiamo quale sia la reale attitudine al volo del frequentatore. Inoltre inizialmente diamo ad ogni candidato non di provenienza militare una preparazione aeronautica propedeutica completa in maniera da rendere tale soggetto conscio della sua nuova dimensione aviatoria in maniera da rendere agevole e omogenea l’interazione nonchè il proseguio del corso formativo, insomma educhiamo anche  ad avere una cultura aeronautica.

-COME PROSEGUE L’ITER FORMATIVO DEL PILOTA DI ELICOTTERO?

Dopo la fase basica, ove principalmente vengono identificati i candidati non idonei,  si prosegue con la fase intermedia e la fase avanzata che porterà a fine periodo ad avere un pilota di elicottero che è in grado di impiegare in maniera avanzata l’NH500E., Quindi gli iniziali “rudimenti” vengono poi implementati nelle successive fasi intermedie e avanzate dando modo ai candidati di poter condurre in volo l’elicottero in ogni inviluppo come avvicinamenti da varie quote e velocità, virate veloci e hovering fuori effetto suolo; in ogni condizione come volo in montagna, volo strumentale e volo notturno e sempre meno con ammaraggi  nonchè svolgere tutte le missioni tipiche come operare recuperi al verricello, volare con carichi al gancio baricentrico; insomma facciamo acquisire non senza sacrifico la dovuta padronanza.

-IL COMPITO DEI PILOTI ISTRUTTORI DI FROSINONE?

Il compito tipico dell’istruttore è quello di provvedere alla formazione, al controllo della preparazione dell’allievo nonchè ad individuare le carenze e dove possibile corregerle. Teniamo conto che l’allievo viene comunque seguito passo passo sia nell’ apprendimento teorico che pratico qui alla scuola  e che io personalmente posso intervenire ove possibile ad identificare le carenze, le difficoltà e le necessità di ogni allievo operando di concerto con gli istruttori anche effettuando voli propedeutici o di verifica. Insomma oltre ad insegnare, trasmettere le esperienze maturate in tanti anni di lavoro in maniera adeguata dobbiamo saggiare le capacità acquisite, dobbiamo anche operare anche come un buon“padre di famiglia”. Chiaramente l’istruttore viene ripagato, per i sacrifici profusi nella fase di formazione,  nel vedere il proprio allievo destreggiarsi nel corso pre-solo, a compiere il primo volo da solista,  dal raggiungimento dell’obiettivo finale nonchè dal proseguio della carriera in ambito della Forza Armata o in altri compagini di assegnazione.

-IL 72° STORMO OGGI?

Ovviamente lo Stormo è strutturato in maniera da permettere quotidianamente il normale funzionamento di un completo e moderno aeroporto militare  e come risultato finale l’esecuzione delle missioni di volo di addestramento proprie svolte dal 208° gruppo; insomma noi oltre a volare le ore di volo, le produciamo in casa  con il GEA. A causa del terribile incidente dell’Ottobre occorso all’HH3F del 15° Stormo sia stati messi in campo infatti come richiesto urgentemente dall’autorità superiore abbiamo provveduto  a rischierare nostri velivoli, piloti istruttori e specialisti presso le basi del 15° per permettere l’abilitazione al pilotaggio dell’NH per alcuni piloti  e fargli  mantenere una regolare proficency evitando agli  stessi di rimanere  fermi, ai specialisti ivi dislocati di mantenere i velivoli assegnati temporaneamente (rischieramenti ancora in atto NDR) tutto ciò continuando a svolgere comunque il nostro compito d’istituto. Amo affermare che in seno del 72° c’è in realtà non un Gruppo Efficenza Aeromobili ma bensì un Reparto Manutenzione Elicotteri in miniatura benchè composto solo da 120 specialisti; e’ per me un punto d’orgoglio che mi permette di affermare che è possibile gestire un reparto collaborando in todo con ufficiali e sottufficiali raggiungendo risultati lusinghieri anche in questa difficile fase congiunturale internazionale.

-IL FUTURO DELLO STORMO?  

Lo Stato Maggiore Aeronautica ha già espresso le linee guida per il futuro dell’ottimo NH500 che rimarrà assegnato allo Stormo almeno sino 2015/2020. Il velivolo non avendo una scadenza strutturale definita, grazie sopratutto al progetto iniziale e al susseguirsi delle manutenzioni maggiori che permettono la sostituzione degli apparati obsoleti  il velivolo continua ad essere pronto all’uso. Ovviamente parliamo di un velivolo che a 29 anni dalla cerimonia di consegna mostra qualche segno di usura essenzialente nelle parti calde della turbina Allison. La macchina è indicata per la formazione alle fase propedeutiche al volo ad ala rotante  dei piloti, inoltre l’Aeronautica Militare ha provveduto ad  una dotazione avionica completa per compiere le missioni assegnate con alcune implementzioni in atto. Certamente non si può dire che sia allo stato dell’arte considerando che alcuni frequentatori dopo essere abilitati passano su Nh90 o Eh101 che sono elicotteri dell’ultima generazione dotati di avionica moderna come i glass cockpits. Per i programmi addestrativi posso affermare che sono allo stato dell’arte visto che sono il risultato di una esperienza maturata sia in ambito nazionale e internazionali e aggiornati quando necessario. Stiamo svolgendo un periodo di addestramento degli allievi presso la base di Rimini Miramare onde permettere il volo degli allievi in un ambiente dotato di radio assistenze di ultima generazione per il volo strumentale in un aeroporto aperto a corposo traffico civile. I nostri istruttori vengono impiegati fuori area ormai da tempo onde acquisire nuove problematiche che verranno poi portare nell’ambito della formazione qui alla Scuola.

-LA NOVITA’ DELL’E-LERANING ?

Nell’ambito della informatizzazione dei programmi formativi/addestrativi di Forza Armata posso affermare che il futuro qui a Frosinone è già in atto. Considerando che parte dei candidati accedono alla nostra scuola senza alcuna preparazione aeronautica ci troviamo nella necessità di prepararli in una fase preliminare di studio a terra presso il Gruppo Istruzione Professionale, composta da 14 materie per gli aspiranti piloti. Fino ad  oggi lo studio viene svolto in aula con insegnanti  richiedendo una presenza qui a Frosinone di circa  6 settimane per i frequentatori di Brevetto (3 impiegate per il personale aeroautico e marina militare perchè già piloti militari ed arrivano presso la Scuola solamente per l'abilitazione ndr); dal prossimo settembre con un sistema a banda larga E-learning si potranno svolgere gli  stessi corsi teorici direttamente dai propri Enti di assegnazione o dalla propria  abitazione, riducendo così di circa quattro settimane il corso teorico a terra. Pertanto gli aspiranti piloti di elicottero svolgeranno solamente 2 settimane di studio a terra; cosa diversa per i corsi di specialisti "ala rotante" i quali svolgono interamente il corso teorico presso i propri enti ed arrivono a frosinone solamente per gli esami finali. Insomma i corsi per specialisti sono passati attraverso l'impiego dell'Elearning da circa due mesi a tre giorni di missione. Ciò sta producendo un  evidente vantaggio di tempo, di risparmio di denaro impiegando risorse interne allo Stormo per la preparazione di questo server utilizzabile h24 dai corsisti che tramite internet possono  accedere ai corsi in qualsiasi momento con ovii vantaggi. Inoltre abbiamo presso la base di un sistema wireless che permette in qualsiasi momento ai corsisti di accedere  mediante notebook dati in dotazione dalla Scuola alle lezioni e approfondimenti del corso in atto svolgendo attività di studio quando possibile. Inoltre abbiamo già implementato la completa gestione dello statino elettronico garantendo innanzitutto la possibilità in tempo reale di avere i dati certi da consultare come lo stato di avanzamento  lezioni del frequentatore dei risultati acqusisiti e i giudizi sono controllati garantendo l’eliminazione del benchè minimo errore umano. Il tutto può essere consultato da parte degli esaminatori nonchè del comandante di Stormo nonchè dal Comandante delle Scuole AM . Insomma l’attività di formazione di Frosinone e monitorata momento per momento dando così un aiuto al lavoro degli istruttori e anche di verifica da parte di enti superiori di controllo. Questo sistema è stato deciso in ambito Comando Scuole  di Arma Azzura come standard per i reparti addestrativi al volo. Insomma vuoi in ambito locale che in ambito nazionale il futuro è già qui e Frosinone risponde presente alle richieste di ammodernamneto e di gestione oculata della cosa pubblica.

-QUALI SONO LE LINEE GUIDA DEL COMANDO DELLE SCUOLE DELL’AERONAUTICA MILITARE?

Nell’immaginario collettivo l’Aeronautica Militare produce piloti da caccia che volano su EF2000 su F16; la realtà della Forza Armata e più complessa e variegata pertanto chi dopo l’Accademia Aeronautica o come ufficiale di complemento venga istruito come pilota di elicottero, deve soddisfare anche esigenze complementari della nostra Forza Armata. Il pilota militare dell'A.M. una volta conseguito il Brevetto presso le Scuole è in possesso di una  preparazione professionale comune a tutti i piloti dell'Aeronautica che viene poi ampliata e perfezionata in relazione ai mezzi in dotazione ai reparti di assegnazione. Tale comune preparazione professionale ha permesso a piloti istruttori di questa Scuola di essere assegnati al termine del loro periodo di istruttore presso altri Reparti Volo come, 70° Latina, 61°  Lecce,  46° B.A.  Pisa e 31°  Ciampino. Le ottime capacità addestrative e l'ottimo bagaglio di esperienza in possesso del pilota militare gli permette di ricominciare altrove mantenendo vivo l’interesse nel lavoro che andrà a svolgere. Tali assegnazioni e trasferimenti dei piloti della Scuola presso Reparti di volo ad ala fissa si sono dimostrati una buona policy per motivare il personale navigante. Il Comando delle Scuole dell’Aeronautica diretto dal Generale Gargini ha sposato questa filosofia che ha trovato in molti di noi convinti assertori ed esecutori.

 

IN VOLO CON L’NH500: "missione Samba-Spotter"

a cura di Marco Meschino

Siamo finalmente in sala navigazione dell’ 208ttimo Gruppo Volo (c’è un tavolo con un immensa carta aeronautica dell’intera Penisola e un armadio zeppo di cartine aeronautiche in ogni scala e zona esistente dell’intero territorio nazionale e non solo) dove di solito i frequentatori e istruttori si incontrano per preparare la missione, studiano le rotte, preparano i cartellini tracciando linee e percorsi  dei successivi voli di istruzione e mi pare di percepire un silenzio pregno della tensione che precede un esame... Ora ravviviamo l’ambiente con le nostre voci che trovano attento interlocutore il Maggiore che pazientemente ascolta le nostre richieste fotografiche. Si decidono le zone di operazione tenendo conto che ormai il cielo a  differenza di stamattina è una coltre di nubi (e ti pareva!) proveniente da ovest, ci viene promesso immediatamente che i velivoli diriggeranno sicuramente verso la cornice montuosa a est del campo che qualche minuto prima dalla Twr ci è sembrato ancora libera da nubi. Insieme a noi tre ci sono gli altri due piloti istruttori che dovranno condurre le altre macchine nel cielo infinito ma sempre mantenendosi a favore di luce immobili, dove possibile, per farci fare dei scatti “storici” insomma che spasso abbiamo dei professionisti che si dicono pronti ad esaudire i nostri capricci fotografici ma non comprendiamo adesso quello che significherà.
Ricevuto! Il piano di volo fotografico è accettato e redatto mentalmente ovviamente i piloti provvedono brevemente a trasformare ciò in comunicazioni alla SOR e alla TWR per il successivo decollo in formazione e volo a vista nella zona prefissata, intanto noi ignari ci preoccupiamo di preparare le macchine fotografiche nostre prossime fedeli amiche.
Il Maggiore preannucia “andiamo alle macchine....” ecco una frase che avremmo sempre voluto sentire nelle nostre giornate di lavoro! Ci incamminiamo al di fuori della palazzina del Gruppo e ci dirigiamo verso i tre NH500 che attendono lì giù ; certo a piedi la distanza che ci separa dal velivolo che ci accompagnerà in volo mi sembra immenso l’impazienza di volare è tanta ma nello stesso tempo mi rendo conto che è il momento migliore per riorganizzare le idee sui scatti che andremo a raccogliere in questo interessante pomeriggio.
Mi tranquilizzo e mi convinco che è una bella passeggiata costeggiando il verde della pista del Moscardini (chissà lo stato d’animo di un frequentatore prossimo all’esame che fà la mia stessa strada?!?) purtroppo il cielo è sempre più scuro! Il gruppetto di piloti e passeggeri si sfalda pian piano in quanto i velivoli non sono parcheggiati vicino; arriviamo al quadrato di cemento da dove spiccheremo il volo, troviamo lo specialista, il velivolo (72-45), il carello della batteria necessario per l’avviamento.
Inizia il breve briefing sulle procedure, per salire/accedere sul velivolo (non è facile come potrebbe sembrare), su come comportarci in caso di abbandono del velivolo in emergenza insomma penso di essere pronto. Vengo fagocitato dall’angusto abitacolo posteriore e inizio a litigare con le cinghie di sicurezza meno male che c’è il Capo Velivolo che mi lega come un salamone... provvedo a posizionare le macchine fotografiche per trovarle subito a portata di mano pronte allo scatto dal miniscuolo finestrino apribile, dove infilare l’obiettivo,  posto al centro del trasparente posteriore vah beh ulteriore sfida! Indosso le cuffie con fare professionale ma forse ho sbagliato qualcosa sento di  tutto tranne il mio pilota e il mio compagno di viaggio, la TWR e gli altri equipaggi della formazione, meglio mi concentro sul mio prossimo emozionante lavoro. Ecco l’NH si rianima le luci di emergenza si illuminano nel cockpit (la piccola porzione che intravedo) il sibilo della mitica turbina Allison 250 inizia a farsi sentire le pale si avviano ecco siamo entrati nella fase della messa in moto.

Intanto mi rendo conto di essere seduto in un  uovo volante che tra poco dall’erba della pista spiccherà il volo dandomi l’adrenalinica  sensazione di  rimanere sospeso nel cielo, oggi  non certo blu (tale curiosa sensazione è sicuramente dovuta al portello interamente trasparente che “contiene” il mio fianco sinistro). Vedo che gli altri due velivoli sono pronti al rullaggio noi siamo il numero 3 della formazione, ecco voliamo ad 1 mt da terra per rullare verso il punto di decollo per  pista 16, rifletto per un attimo sulla manovra in esecuzione credo non sia semplice mantenere il velivolo in effetto suolo effettuando un rullaggio perfetto e millimetrico con il vento indotto anche dai 2 rotori davanti a noi (ecco cosa vuol dire imparare a volare con l’elicottero vincere forze contrarie). Otteniamo la clearence, andiamo! Poche vibrazioni e siamo in volo per raggiungere dolcemente la quota prefissata lasciando alla ns. sinistra le strutture dell’aeroporto e pensare che fino a 10 minuti fà eravamo lì a fantasticare su questo preciso momento che adesso è realtà. I due velivoli che ci precedono a qualche centinaio di metri sono un bellissimo NH500E dotato di scarponi pneumatici (72-08) che viene impiegato dalla Scuola per i voli sul mare e ammaraggi su laghi (tipica della formazione avanzata) e un NH500E clean (72-18); costeggiamo a distanza la città di Frosinone ancora in formazione larga. Ci addentriamo verso i monti “ciociari” con una luce che non promette bene ma siamo lo stesso all’opera. Prendiamo quota, staccandoci agevolmente (benché carichi, siamo dotati anche dei serbatoi supplementari interni) dalla formazione per giungere per primi sulla prima zona  “operazioni” e cioè in una cornice assolutamente unica: i monti innevati in zona Campo Staffi (noto per i cultori dello sci) dove nella neve si intravedono i tralicci degli impinati di risalita, sorvoliamo le cime decidiamo brevemente come posizionarci e attendere la formazione rimasta in stand by a valle tutto questo atterrando sulla sommità di una cima avendo una perfetta visuale a 270° sul circondario.
Insomma posiamo i pattini sulla neve ghiacciata e cercando di saggiare l’aria esterna al di sotto dei 0°C, la cabina si rinfresa in un istante,  si comunica alla formazione come comportarsi nei prossimi minuti con il nostro velivolo che circuiterà sulla stessa per raccogliere più immagini possibili.
Che effetto vedere un velivolo “marino” posarsi, malgrado la forte turbolenza sulla neve e farsi fotografare placidamente. Lo stesso avviene per l’altro velivolo. Dopo 2 passaggi fotografici in cui notiamo la perizia del nostro Caronte, sopratutto sulla pedaliera, lasciamo questa zona per scendere di quota dirigendo verso sud-est costeggiamo la catena montuosa, ormai al confine con l'Abruzzo, spoglia di neve ma ornata da alberi che rendono l’ambientazione più invernale che primaverile la luce sta ancora scemando ma poco male.
Durante queste fasi di tranquillo trasferimento ci posizioniamo a fianco della formazione per rubare altri scatti con varizione di quota e velocità insomma saggiamo le capacità intrinseche del volo in elicottero e direi sopratutto la valenza del nostro valente accompagnatore autore pratico dei nostri “sogni”.
Dal nostro posto di comando volante impartiamo le istruzioni per impostare un’ulteriore serie di manovre per rendere possibili scatti fotografici per noi interessanti e che diamo un’ immagine “operativa” di questi piccoli scattanti frullini che ormai da 3 decenni formano i piloti in forza alle nostre compagini elicotteristiche.  Portiamo la formazione prima a rallentare in volo, posizionarsi in Hovering fuori effetto suolo (che sballo e che vibrazioni...), poi a cimentarsi in aperture tattiche scadenzate riprese da punti di vista differenti per poi  riprendere la crociera ancora verso sud.
Un vallata incastonata tra 2 ali di colli densi di vegetazione ci permette di ripetere alcune manovre avendo un ampio margine di spazio onde circuitare e noi scattare altre immagini direi “inedite”. Mi soffermo a pensare cosa possono pensare i proprietari delle villette che sorvoliamo guardando questi 3 velivoli danzare nell’aria ed eseguire manovre di ogni tipo.

Arriviamo al punto di ritorno costeggiando una icona storica di questa fantastica terra l’Abbazia di Montecassino che eretta in onore di San Benedetto sovrasta la valle sopra Cassino risultando visibile a distanza riusciamo a fare qualche scatto panoramico ( apprezzando l’ottima visuale elicotteristica) con i velivoli che ora dirigendo verso Nord cambiano la formazione portando l’NH clean a divenire il formation leader. Si sorvola il dritto tracciato dell’A1 con a fianco la linea ad alta velocità Roma-Napoli delle Ferrovie (vista familiare per i piloti di Frosinone che nel volo a vista hanno in queste infrastrutture degli importanti ausili) finalmente si fà vedere un tanto sospirato scorcio di sole che ovviamente non ci porterà vero giovamente perchè siamo obbligati a volare a sfavore di luce; poco male i soggetti sono interessanti ci scateniamo lo stesso fino all’ormai prossimo circuito di avvicinamento che ci porta al sorvolo della testata  del campo che ci permette inoltre di immortalare gli ospiti Olandesi che hanno portato qui dei minacciosi  AH64D pronti al prossimo impiego in Afghanistan. L’avvicinamento e successivo rullaggio si svolge in una formazione in linea sfalsata e il relativo rullaggio allo stand mi permette finalmente, libero dall’impegno fotografico, di  valutare le difficoltà di impostare, di mantenere la posizione di rullare con queste macchine fantastiche e complicate chiamate elicotteri.
Vedo il nostro marshall al centro del piazzale in cemento che ci segnala, con i rituali gesti,  che siamo stabilmente a terra e che si può ridurre i giri motore fino allo spegnimento e mi accorgo di aver volato per 1h e 10 minuti e nello stesso momento di essere un bagno di sudore e dolorante ad un ginocchio (durante uno scatto in virata per infilare l’obiettivo nel finestrino aperto ho piantato un destro con il ginocchio nella paratia anteriore che per poco non lanciavo Giovanni di sotto da 4000ft) ma soddisfatto. Mi lancio a terra e mi riprendo dall’ebbrezza del volo appena concluso. In pochi istanti il velivolo viene preparato per la prossima missione di addestramento dandoci reale sentore della continua e intensa attività operativa del 208° Gruppo Volo mi passa accanto il frequentatore che andrà in volo per imparare!
Facciamo tutti insieme il percorso inverso verso il Gruppo e scambiandoci le impressioni sul volo ci rendiamo conto che il nostro lavoro oggi è stato possibile grazie all’organizzazione preventiva perfetta ma sopratutto sulla professionalità  e impegno fisico dei piloti della missione, GRAZIE!!!.

 

“Gli autori del servizio desiderano esprimere la loro gratituidine verso le persone che hanno reso possibile la realizzazione di questo servizio, e che grazie alla loro disponbilità e al loro impegno sono a tutti gli effetti partecipi nell’ottima riuscita di esso. In modo particolare gli autori ci tengono a ringrazione il Comandante del 72°Stormo Col. Pasquale Merola, l’addetto stampa del 72°Stormo Magg. Michele Tersigni, il Ten. Stefano Testa al 5°Reparto dello SMA di Roma, il T.Col. Bissaro Ballici Alessandro ed il Ten. Paris Francesco presso il G.E.A., il Magg. Missarino Piero del 208°Gruppo di Volo che ci ha portato in volo, il Cap. Bellicano Federico ed il Cap. Patacchiola Roberto del 208°Gruppo di Volo che conducevano gli altri due NH-500E in volo; inoltre per le precise spiegazionI un grazie anche al Magg. Patti Roberto e al M.llo Travaglione Giuseppe presso l’aula INSIAU del G.I.P.”