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Anche se in forma minore, causa restrizioni di budget anche per l’aeronautica degli Stati Uniti, si è svolto il consueto appuntamento con l’Aviation Nation, l’air show organizzato sulla Nellis AFB vicino Las Vegas, famosa per le varie edizioni annuali dell’esercitazione Red Flag. Il programma, come già anticipato dagli organizzatori, è stato piuttosto corto per quello a cui la base di Nellis ci aveva abituato; infatti l’intero programma dell’airshow si è sviluppato in cinque ore. Cinque ore che a nostro avviso non hanno lasciato scontento nessuno però, poichè la scaletta non ha visto pause “morte” ma bensì una continua escalation nella qualità delle presentazioni in volo. |
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Con lo spegnimento degli F-16 dei Thunderbirds la folla a potuto salutare il comandante della base aerea di Nellis, il Brigadier General Stephen Hoog; il quale ha voluto presentarsi e presentare la base a tutti gli intervenuti allo spettacolo. Finito il discorso abbiamo ricominciato a gustarci l’esibizioni in volo, riaperte dal fly-by di un B-52 che a detta di tutti avrebbe potuto effettuare almeno un passaggio in più. Dopo è stata la volta dell’esibizione dell’immenso ma manovrabilissimo C-17, che in alcuni passaggi sembra violare le leggi della fisica applicata al volo. Gradite sono state anche le esibizioni di due aeronautiche europee, Olanda e Belgio che entrambe hanno presentato in volo il velivolo F-16 al massimo delle sue prestazioni. L’US Navy era presente con una piccola ma potente rappresentanza, infatti ha esibito il consueto F/A-18C, questa volta nei colori del VFA-125 “Rough Raiders” che grazie anche alla bravura del pilota ha saputo tener testa ai padroni di casa dell’USAF. Con l’atterraggio del F/A-18C della US Navy, l’USAF ha cominciato a tirare fuori i suoi due pezzi forti per l’AirShow, facendo esibire in sequenza l’F-15E e l’F-22. Entrambe le esibizioni sono state aggresive, grazie anche al “full after burner” costantemente esibito dagli equipaggi durante il display. Di spicco comunque resta l’esibizione del Raptor, capace di far strizzare gli occhi anche ai piloti di F-16 effettuando manovre al limite dell’incredibile con virate che fino a pochi anni fa venivano date per impossibili; questo grazie anche “al manico” del Maggiore Paul D. Moga, pilota con all’attivo 1800 ore di volo, di cui 250 in teatri operativi come la Ex Yugoslavia e l’Iraq. Il Raptor prima di portarsi all’atterraggio si è ricongiunto con lo Strike Eagle e con un P-51 Mustang decollato nel mentre delle due esibizioni, questi tre velivoli si sono poi portati sopra il publico effettuando diversi passaggi in formazione, per mostare l’evoluzione dell’USAF negli anni. |
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Ora è la volta dell’ultima ma più attesa esibizione, quella dei padroni di casa dei Thunderbirds che con il loro famoso decollo a diamante hanno dato inizio a 30 minuti di precisione pura, deliziando il publico giunto sulla Nellis AFB con le loro incredibili manovre. Anche con le restrizioni di Budget che ormai incombono anche all’interno dell’USAF; l’airshow, seppur con assenze importanti come quelle di un B-1B in volo, di un fly-by da parte dell’invisibile B-2, della sempre piacevole esibizione dell’A-10, ha saputo richiamare un numeroso publico regalando loro uno spettacolo breve ma molto valido nel contenuto. |
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I would like to express my most sincere thanks to Mr. Mike Estrada, Deputy Director of Public Affairs, for his assistance and help in the making of this article. |
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