Nel 2009 l’aeroporto di Cameri ha festeggiato il centesimo anniversario della sua fondazione. Il campo novarese è uno dei più vecchi d’Italia: fin dal 1909, infatti,  il Ministero della Guerra, tramite alcuni imprenditori della zona,  concedette una parte della brughiera tra Cameri e Bellinzago, adibita ad area addestrativa per la cavalleria e l’artigieria, al costruttore francese Clovis Thouvenot, titolare dell’azienda aeronautica AVIS, per la sperimentazione e la costruzione di aeroplani.
L’anno seguente entrò in funzione la Scuola di Aviazione e nel 1913 nacque la Gabardini, che rilevò la precedente AVIS nella costruzione di aeroplani e nella gestione della scuola di volo.  La necessità di piloti da impiegare durante la Prima Guerra Mondiale incrementò notevolmente l’attività addestrativa a Cameri, che continuò fino al 1930, anno della rescissione del contratto con la Gabardini da parte delle Forze Armate.
Nel 1932 la SIAI si installò stabilmente a Cameri, con una linea di produzione dei suoi aerei plurimotori,  ed il 15 aprile fu istituita la Sezione di Turismo Aereo, il primo reparto militare basato a Cameri, che sostituì la Gabardini nell’addestramento e nell’allenamento dei piloti della riserva.
Il 15 aprile 1936 venne formata la Scuola di Pilotaggio di Secondo Periodo della Regia Aeronautica, specializzata nella  caccia e nel bombardamento, che impiegava alcuni Breda 25, Breda 28 e FIAT CR.20; la Costruzioni Aeronautiche Novaresi Società Anonima, CANSA, appartenente al Gruppo FIAT, rilevò la Gabardini ed iniziò la produzione dei velivoli da addestramento, tra i quali il più numeroso è stato il  C.5, e la manutenzione soprattutto dei BR.20 e dei CR.42.
Il 1° aprile 1940 fu costituito a Camerii il 43° Stormo Bombardamento Terrestre, con una quarantina di BR.20. Le fasi iniziali della Seconda Guerra Mondiale sul fronte francese aumentarono l’importanza e l’attività della base novarese, sulla quale furono trasferiti da Aviano il 31° Gruppo BT e da Lonate Pozzolo il 7° Stormo BT, sempre su BR.20.
Negli anni successivi, gli Stormi operativi vennero dislocati in località diverse, seguendo il procedere della Guerra; l’aeroporto diventò una base di retrovia, ritornando al suo compito tradizionale: l’addestramento degli equipaggi, questa volta dei futuri piloti di aliante del 1° Nucleo Addestramento Velivoli Senza Motore.
Nel prosieguo del conflitto, diversi reparti furono basati a Cameri, anche se per un periodi di tempo sempre relativamente limitati; tra di essi il I./KG 54 della Luftwaffe con gli Junkers Ju.88 nell’autunno del 1943.
Nel dopoguerra Cameri venne prescelto tra i numerosi aeroporti da riadattare alle nuove esigenze dell’Aeronautica Militare: nel luglio 1957 divenne la sede della 2ª Aerobrigata,  con il 13° ed il 14° Gruppo, entrambi dotati di F-86 Sabre,  fino al 1° ottobre 1962, giorno del suo scioglimento , quando il solo 13° Gruppo, divenuto autonomo, rimase a Cameri.
Nell’aprile del 1964 il 21° Gruppo, appartenente alla 51ª Aerobrigata, terminata la transizione sul nuovo F-104G Starfighter, fu basato Cameri per la difesa aerea del “triangolo industriale” dell’Italia nord-occidentale e, nell’agosto dell’anno successivo, il 13° Gruppo lasciò la base novarese.
Il 1° aprile 1967 venne costituito il 53° Stormo, che assunse alle sue dipendenze il 21° Gruppo; il 1° novembre 1981 fu la volta del 1° Centro di Manutenzione Principale, incaricato della logistica e manutenzione di livello avanzato dei velivoli Tornado di tutta l’Aeronautica Militare, secondo una metodologia utilizzata per la prima volta dalla forza armata.  Il 1° novembre 1985 il Centro fu ridenominato 1° Reparto Manutenzione Velivoli.
Nel settembre del 1996 il 21° Gruppo effettuò l’ultimo volo sull’F-104; il fedele Starfighter era rimasto in servizio nel reparto per trentadue anni, nelle versioni G, S e S/ASA.  Nel febbraio 1997 giunse il primo Tornado ADV assegnato al Gruppo.
Il 28 luglio 1999 il 53° Stormo venne sciolto, sostituito dal Comando Aeroporto, ed il 21° Gruppo trasferito a Gioia del Colle, lasciando la 653ª Squadriglia Collegamenti, che sarebbe comunque stata a sua volta sciolta il  26 giugno 2000, ed il 1° RMV, che, nel frattempo, aveva assunto l’incarico anche della manutenzione della flotta degli Eurofighter 2000 dell’Aeronautica Militare, i soli reparti attivi a Cameri.

La storia si confonde ora con l’attualità:  l’aeroporto  è divenuto una realtà piuttosto tranquilla e silenziosa, con le sole eccezioni dei Tornado e degli Eurofighter in transito al 1° RMV e dall’attività sperimentale dell’Agusta Westland che, a partire dalla primavera 2003 vi ha installato una sezione del proprio reparto sperimentale, incaricata soprattutto delle prove sul convertiplano BA609.
La lunga e prestigiosa storia di Cameri è stata ricordata il 3 ottobre per i familiari del personale e le associazioni d’arma ed il 4 ottobre per il pubblico, forse in maniera un po’ sottotono rispetto all’importanza dell’avvenimento.
Il programma di volo, infatti, è stato limitato all’esibizione di un HH-3F dell’83° Centro SAR, di un Tornado e di un Eurofighter del Reparto Sperimentale Volo e delle Frecce Tricolori.
La mostra statica è stata  allestita lungo il pista di rullaggio e comprendeva quasi tutti gli aeroplani del museo storico di Cameri, riposizionati per l’occasione,  e alcuni velivoli in servizio nell’Aeronautica Militare: un Tornado IDS del 6° Stormo con la decorazione realizzata nel 2006 in occasione del 70° anniversario del reparto; un Tornado ECR del  50° Stormo, un AMX del 32° Stormo ed il bellissimo F-16 “special color” del 18°Gruppo.
Degni di nota il settimo esemplare dell’Eurofighter, ormai radiato, con il distintivo e i codici del 1° RMV, una ricostruzione della Gabarda, il più famoso velivolo da addestramento della Gabardini prodotto negli anni Dieci, un BA609 dell’Agusta Westland ed il primo prototipo dell’M.346 dell’Aermacchi.