Il 31 Maggio e il 1 Giugno 2009, SPOTTER-Aviation Magazine, è stato autorizzato dal comando della 5th Fleet della US Navy di Manama in Bahrain a trascorrere due giorni a bordo della portaerei USS Dwight D. Eisenhower (CVN-69) nel pieno dell’attività in supporto all’operazione “Enduring Freedom”

Domenica 31 Maggio - Manama-Bahrain, sono solo le 4 di mattina è il caldo e l’umidità si fanno già sentire. Il nostro contatto della US Navy,  LT. Stephanie Murdock – Addetto Stampa della 5th Fleet, ci aspetta davanti l’ingresso dell’Hotel Sheraton; il tempo di presentarci e saliamo sul suo Van con destinazione l’Aviation Unit del CTF-53 (Commander Task Force – 53) che si trova presso l’aeroporto internazionale di Manama. Arriviamo in perfetto orario con la nostra tabella di marcia davanti alla sbarra che delimita il suolo civile da quello militare. All’ingresso un militare americano armato di mitra M-16 e di occhialoni per il forte vento, ci controlla i passaporti...tutto in regola, possiamo entrare. All’interno troviamo un banco check-in quasi come in un terminal civile, pesiamo i bagagli e ci mettiamo un cartellino di riconoscimento. Il nostro COD, C-2 “Greyhound”, è schedulato per le 7 di mattina. Abbiamo ancora un pò di tempo prima di decollare e l’equipaggio che darà inizio alla nostra avventura non si è ancora svegliato. Decido di fumarmi qualche sigaretta per ammazzare il tempo ma con questo caldo è quasi difficile anche respirare. Per fortuna all’interno l’aria condizionata sembra non lasciarci mai, il tempo passa e tra una chiacchera e l’altra ecco che arriva il nosto equipaggio. Ci presentiamo e l’equipaggio che volerà con noi nel retro del C-2 ci consegna il caschetto e il giubotto di salvataggio, spiegandoci come usarlo in caso di emergenza.
Nel mentre vediamo i nostri bagagli passare e sentiamo il C-2 che inizia la messa in moto, ormai ci siamo...tra poco si decolla con destinazione la IKE.

Il pilota comunica che possiamo iniziare a salire sull’aereo, usciamo dalla sala dell’aviation unit e in fila indiana passiamo alla destra del C-2 dove uno dei due motori è ancora fermo in Hotel-Mode indicandoci come stia generando corrente elettrica per tutte le altre necessità dell’aeroplano, dall’alimentaizone idraulica al condizionamento! Saliamo a bordo e ci sediamo su dei sedili che nel mio immaginario erano ben peggiori di quanto si siano poi rivelati in realtà. Ci allacciamo le cinture ma il rumore interno non ci permette di parlare, ormai sono da solo con i miei pensieri. Sento che il Greyhound inizia a rullare per portarsi in pista, in pochi minuti siamo già in volo. Il volo, come ci era stato comunicato, durerà all’incirca 3 ore; la IKE si trova a circa 150km a sud del Pakistan.
Il volo è stato liscio, e il C-2 si è rivelato un’aereo molto stabile...sento la virata secca a sinistra, è il segnale che in meno di 30 secondi saremo sul ponte di volo agganciati ad un cavo di arresto. Mi preparo con braccia incrociate sul petto a stringere le cinture e la testa ben schiacciata indietro, non riesco neanche ad immaginare il colpo che tra poco prenderò. Sento i carrelli ed il gancio d’arresto scendere...e pochi secondi dopo un colpo micidiale e tutta la testa incollata al sedile...che esperienza, adesso posso vantarmi di avere un “Carrier Trap” all’attivo.
Ho l’adrenalina a mille e ancora non mi rendo conto se quello che sto vivendo sia realtà oppure tutto un sogno...ma quando il portellone posteriore si apre eccola li, la IKE che  tende la sua mano di benvenuto con uomini e donne nelle tipiche casacche colorate ed un ponte di volo trafficato.

Storia della CVN-69: La costruzione delle terza portaerei di classe Nimitz a propulsione nucleare USS Dwight D. Eisenhower è stata autorizzata dal congresso nell’anno 1970. Essa ha preso il nome del 34° Presidente degli Stati Uniti di America ed è stata “battezzata” l’11 Ottobre 1975 alle ore 11:11 dalla Sig.ra Mamie Doud Eisenhower. La IKE è stata commissionata il 18 Ottobre 1977 sotto il comando del Capitano William E. Ramsey e assegnata alla flotta dell’atlantico in previsione della sua prima crociera nel Mar Mediterraneo. Da allora la IKE ha completato 11 rischieramenti nel mediterraneo e nel 1980, durante la seconda uscita, ha raggiunto il traguardo di 254 giorni in mare con solo 5 giorni di sosta in un porto di Singapore.
Nel Ottobre del 1985, dopo la sua quarta crociera, la IKE è attraccata al cantiere di Newport per una complessa revisione. Qui è stata per quasi 18 mesi, nei quali è stata modernizzata con sistemi d’arma ravvicinati, sistemi lancia missili Sparrow, sistemi per la trasmissione di dati e moduli per la guerra contro i sottomarini. Dopo questo stop la IKE è rientrata operativa nel Aprile del 1987.
Nel 1990 la IKE completò la sua sesta crociera mediterranea e questo rischieramento diventò memorabile poichè avvenne in concomitanza delle celebrazioni mondiali per il 100°Anniversario della nascita del presidente Dwight D. Eisenhower. In questa occasione, per la celebrazione del D-Day vicino alle coste della Normandia, il figlio dell’ex presidente, John Eisenhower e alcuni veterani del D-Day furono imbarcati a bordo della IKE mentre gli aerei del Carrier Air Wing 7 volavano in ricordo e in rispetto dei caduti del D-Day sopra il cimitero americano di Omaha Beach.
Nel 1990, in risposta all’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq, la IKE divenne la seconda portaerei nucleare a transitare nel canale di Suez ed anche la prima portaerei a condurre operazioni nel mar rosso. Il ruolo della IKE era quello di essere pronta a fronteggiare una possibile invasione iraqena verso l’Arabia Saudita. Un altro ruolo era quello di partecipare a missioni in supporto dell’embargo, deciso dalle Nazioni Unite, contro l’Iraq.
Dopo aver completato un periodo in cantiere ed in addestramento, il 26 Settembre 1991 la IKE si rischierò nel Golfo Arabico in supporto alle operazione multinazionale Desert Storm. In seguito, il 2 Aprile 1992, la IKE rientrò a Norfolk-Virginia e all’inizio dell’anno successivo si fermò in cantiere per alcuni aggiornamenti e ammodernamenti che la riportarono poi operativa tra le file della flotta il 12 Novembre 1993.

Nel settembre del 1994, la IKE e la 10^Divisione di Montagna del US Army hanno fatto la storia, sperimentando il concetto di “Pacchetto di Forza Adattabile”. Infatti la divisione di soldati e il relativo equipaggiamento sono stati imbarcati a bordo della IKE, dove insieme agli uomini della Marina, sono partiti per Port-au-Prince in supporto dell’operazione “Uphold Democracy” per cercare di ristabilire la democrazia nel governo eletto di Haiti.
Solo un mese più tardi, nel Ottobre del 1994, la IKE è partita per un rischieramento di 6 mesi  in supporto alle operazioni “Southern Watch” e “Deny Flight”. Questa crociera ha segnato la primo rischieramento di donne come membri dell’equipaggio, in tutto erano circa 400.
Gli anni successivi la IKE fu soggetta a lunghi periodi di complesse revisioni che l’anno vista prima ferma 18 mesi e poi per 6 mesi.
Nel Febbraio del 2000 la IKE salpò da Norfolk per la “Millenium Cruise” verso il Mar Mediterraneo e il Golfo Arabico. Dopo sei mesi in mezzo al mare e alcuni port-call a Haifa, Bahrain e Lisbona, la IKE è rientrata a Norfolk nel Agosto del 2000. Nel Maggio 2001 la Eisnhower entrò nei cantieri Northrop Grumman per la revisione di “mezza-vita”, in cui tutti i sistemi e spazi sono stati aggiornati e revisionati. Dopo questo “full check” durato 4 anni, la IKE è rientrata al suo porto di Norfolk nel Gennaio del 2005 e completò le prove in mare nel Marzo dello stesso anno.
Da Novembre 2005 a Febbraio 2006 la CVN-69 iniziò a dare il benvenuto al Comandante della nave, al Comandante del Carrier Strike Group 8, allo staff del Destroyer Squadron 28 e al Carrier Air Wing 7. Tutto questo insieme era finalizzato alla formazione dell’Eisenhower Strike Group Team, il quale dopo rigorosi addestramenti, rigorose ispezioni (TSTA/FEP-INSURV-ORSE-MRI-SMI) e dopo aver preso parte alla JTFEX-06/2 “Operation Bold Step”; finalmente il 28 Luglio prese piene capacità operative e di rischieramento.
Dopo 5 anni di assenza dai mari, il 3 Ottobre 2006, la IKE partì per una crociera nell’area di operazioni di responsabilità della 5th Fleet, da qui gli uomini e gli aerei della IKE hanno condotto e volato missioni di sicurezza marittima ed in supporto alle truppe di terra impegnate in Iraq e Afghanistan. Dopo sei mesi di rischieramento la IKE fece ritorno a Norfolk nel Maggio del 2007.

La missone della USS Dwight D. Eisenhower: La missione della IKE è quella di fornire una vasta e flessibile gamma di missioni al fine di garantire operazioni di sicurezza marittima, di proiezione di forza, di presenza navale, di risposta alle crisi, di controllo delle acque, di dissuasione, di lotta contro il terrorismo, di sicurezza e cooperazione contro la proliferazione. Per fare questo la portarei ospita a bordo il Carrier Air Wing che ha il ruolo di proiettare una forza aerea sia su terra che su mare ed ha capacità di difesa sia in aria che in superficie e sotto-superficie. Gli aerei del Carrier Air Wing provvedono a dare una presenza visibile della potenza americana nel mondo e possono essere impegati contro aerei, navi, sottomarini, obiettivi a terra in missioni di strike, di supporto alle truppe di terra, di protezione dell’intero Strike Group o di navi amiche.
La Eisenhower si avvale di due reattori nucleari che virtualmente gli danno un autonomia ed un raggio di azione illimitatato e che generano una velocità massima di 30 nodi. La nave ha quattro catapulte e quattro ganci di arresto; le catapulte possono lanciare un aereo da 0 a 165 mph in 2 secondi, mentre i ganci di arresto possono arrestare un aereo che attera a 150mph in 320 piedi. Tutti cio garantisce il lancio e il recupero degli aerei quasi simultaneamente, infatti gli uomini del ponte di volo possono lanciare due aerei e farne atterrare uno nell’arco di 37 secondi di giorno e di 1 minuto di notte. Al suo interno trasporta circa 3 milioni di galloni di carburante per fare volare gli aerei, inoltre dispone di abbastanza armi per estendere le operazioni senza bisogno di rifornimenti. Per la manutenzione e le riparazioni sia degli aerei che degli altri sistemi, la IKE dispone di piccoli centri manutenzione che garantiscono l’efficienza degli aerei e dei sistemi di bordo.
Per la sua difesa, la nave ha in aggiunta sistemi di lancio missili a corto raggio terra-aria “Sea Sparrow” che possono essere lanciati contro aerei e missili anti-nave, inoltre dispone per i contatti in superficie di mitra calibro 50 M-60 e di lancia granare M-79, infine può essere utilizzato anche il sistema RAM-Rolling Airframe Missile che fornisce protezione contro i missili da crociera anti-nave.

Il CVW-7 “The Navy’s finest Carrier Air Wing”: Durante il nostro imbarco sulla IKE, il gruppo aereo imbarcato presente era il Carrier Air Wing 7, comandato dal Capt. Calvin Craig. Il CVW-7 si forma di 8 squadron, il VFA-103 “Jolly Rogers” su F/A-18F, il VFA-143 “Pucking’ Dogs” su F/A-18E, il VFA-83 “Rampagers” ed il VFA-131 “Wildcats” su F/A-18C, il VAQ-140 “Patriots” su E/A-6B, il VAW-121 “Bluetails” su E-2C NP, l’ HS-5 “Night Dippers” su SH-60F e HH-60H, infine il Carrier Air Wing viene supportato anche dal VRC-40 Det.3 “Rawhides”su C-2A.
In totale gli aerei assegnati al Carrier Air Wing sono 61, di cui 20x F/A-18C, 12x F/A-18E, 12x F/A-18F, 4x E/A-6B, 4x E-2C, 4x SH-60F, 3x HH-60F e 2x C-2A. La componente F/A-18C e quindi i Wildcats ed i Rampagers si occupano di missioni di caccia e strike, inoltre svolgono anche missioni di sorveglianza e ricognizione sia su terra che su mare. Per svolgere a pieno le missioni loro assegnate la versione “C” dell’Hornet carica armi del tipo aria-aria e aria-terra, utilizza il sistema di Targeting POD ATFLIR ed il sistema di trasmissione dati LINK16, inoltre gli equipaggi sono forniti di caschi JHMCS-Joint Helemt Mounted Cueing System. La componente più moderna dell’Hornet, ovvero la versione “E” ed “F” denominata Super Hornet svolge missioni di attacco al suolo e caccia, di sorveglianza e ricognizione sia su terra che su mare e anche di rifornimento in volo con il metodo Buddy-Buddy, quest’ultima viene effettuata dal VFA-103 “Jolly Rogers” con l’ausilio di una tanica con basket. I due squadron di Super Hornet utilizzano sistemi di arma aria-aria e aria-terra e anche loro utilizzano il POD ATFLIR  e il sistema Link-16. Inoltre utlizzano per la ricognizione il POD “SHARP” e come gli altri colleghi anche loro fanno uso del casco JHMCS.

La componenete E/A-6B “Prowlwer” svolge missione SEAD-Suppression of Enemy Air Defense ed anche di sorveglianza e ricognizione. I Prowler di recente hanno aumentato la loro capacità nelle missioni SEAD grazie all’aggiornamento ICAP III che vede l’utilizzo del POD AN/ALQ-128, questo sistema è stato sviluppato per identificare, designare e distruggere i sistemi radar di difesa aerea e i sistemi di comunicazione. Il programma ICAP III prevedeva anche l’inserimento del sistema MIDS-Multifunction Information Distribution System con il Link-16. Un altro sistema montato di recente sul Prowler è il BFT-Blue Forces Tracking, che consiste in un display che tramite apparatti satellitari del tipo GPS fornisce all’equipaggio l’esatta posizione delle forze amiche e l’esatta situazione sul campo di battaglia, inoltre può trovare applicazione anche nello scambio di informazioni. Gli E/A-6B utilizzano anche il POD AN/ALQ-99 per ricevere e disturbare le frequenze radio. La componente su E-2C Hawkeye svolge missioni del tipo AEW che consistono nel controllare grazie al loro potente Radar lo spazio aereo per poi trasmettere agli altri aerei in campo la situazione, ciò per fornire alle forze amiche una copertura più ampia del settore di operazioni. Per fornire determinati dati, l’E-2C si avvale del Radar  AN/APS-145, con capacità di scoperta fino a 550km; inoltre può tracciare fino a 2.000 obiettivi e seguire l’intercettazione di 40 obbiettivi nemici. Con il programma “Hawkeye 2000” gli E-2C utilizzano ora un sistema di comunicazioni satellitare detto SATCOM.
La parte elicotteristica del CVW-7 è formata dagli SH-60F e dagli HH-60H, entrambi assegnati al HS-5. Lo squadron si occupa di missioni ASW-Anti Submarine Warfare, CSAR-Combat Search and Rescue, ASUW-Anti Surface Warfare e NSW-Naval Special Warfare. L’ultimo assetto è lo squadron di supporto VRC-40 che vola con i C-2, questo squadron svolge il ruolo di COD-Carrier Onboard Delivery, trasportando dalla terra ferma alla portaerei persone, materiale (pezzi di ricambio ad esempio) e posta.

La Eisenhower nel Mar Arabico: Con a bordo 5.800 marinai, l’Eisenhower Strike Group è salpato il 21 Febbraio 2009 dal suo “homeport” di Norfolk in Virginia con destinazione il Mar Arabico nell’area di responsabilità della 5th Fleet della US Navy. Durante il suo tragitto l’Eisenhower Strike Group ha passato il Mar Mediterraneo, il Canale di Suez, il Mar Rosso e il Golfo di Aden, per raggiungere come destinazione finale il Mar Arabico da dove dopo un mese esatto di navigazione la IKE ha lanciato la sua prima missione sui cieli dell’Afghanistan, segnando il passaggio di consegne con la portaerei CVN-71 Theodore Roosvelt, la quale con il CVW-8 ha volato ben 3.100 missioni in supporto alle forze di terra della coalizione. Questa crociera è il risultato di 5 mesi di intenso e complesso addestramento live e simulato, che ha visto gli uomini della IKE impegnati in molteplici e differenti aree addestrative per testare l’integrazione tra la portaerei e il Carrier Air Wing, i sistemi di comunicazione e l’utilizzo delle procedure nazionali e della coalizione. Durante il suo addestramento la IKE ha preso parte ad una complessa esercitazione multinazionale denominata FST-J Fleet Synthetic Training Joint. Questa esercitazione mette in campo sia forze che partecipano dal mare, sia forze che partecipano da terra con lo scopo di addestrarsi a operazioni di sciurezza marittima. La natura di questa esercitazione è quella di rendere l’addestramento quanto più reale e di aumentare la partecipazione di assetti della US Navy che operano da terra, ma anche di rendere partecipi le forze alleate.
A questa edizione oltre l’Eisenhower Strike Gruoup erano presenti la portaerei Enterprise, assetti dell’USAF, squadron della US Navy basati a terra, marinai e unità navali di Francia, Germania e Regno Unito.
Al momento della nostra visita, 31 Maggio e 1 Giugno, la IKE era nel pieno del suo supporto all’Operazione Enduring Freedom, con il Carrier Air Wing 7 già a quota 3,370 missioni e 10,500 ore di volo, di cui 6,750 in supporto alle forze della coalizione che stanno operando sul territorio afghano. Missione principale degli aerei del CVW-7 è quella di proteggere le truppe di terra fermando il fuoco nemico, ovviamente il tipo di missione viene inserito in un contesto multi-nazionale, questo poichè gli aerei della marina forniscono supporto ravvicinato alle truppe della coalizone prevenendo attacchi da parte dei Talebani. Le missioni di tipo CAS-Close Air-Power Support prevedono anche lo sgancio di bombe, ciò avviene in particolare con obbiettivi nemici illuminati dalle truppe a terra. La crociera 2009 per la Eisenhower durerà circa 6 mesi, e vedrà l’avvicendamento il 6 Luglio con la portaerei CVN-76 Ronald Reagan (attualmente nell’area della 7th Fleet), la quale con a bordo il CVW-14 sarà a testa del Carrier Strike Group 7.

"I would like to express my most sincere thanks to LT. Stephanie Murdock – Media Operations Officer at the US Fifth Fleet – that from the beginning took care of our request and gave us all the support and assistance in the preparation of the embark on the IKE. A big thanks also to the men and women on the IKE, that since the first minute on the Eisenhower escorted us everywhere on the carrier. A sincere thanks to LTJG Beth Gauck – Assistant PAO, to LT.CDR. Thurraya S. Kent – CVN-69 PAO, to Ensign Ben Addison – CVN-69 Photo Officer, to LT. Steve “Tiny” Hartman – Shooter on the Flight Deck. Another sincere thanks to the Captain Dee L. Mewbourne – Commanding Officer CVN-69, to the Captain Calvin Graig – Commander CVW-7, to the Captain Roy J. Kelley – Deputy Commander CVW-7. Our thanks go also to the crew of the Rawhides that showed us how to trap on a carrier and how to take-off from a carrier…thanks guys! Our last thanks goes to LT. Nate Christensen that picked up us at CTF-53 and brought us to the Manama Airport. Thanks IKE!!!"