Il cielo azzurro del Nevada è offuscato dal fumo degli incendi che funestano il vicino stato della California: il briefing per la missione odierna prevede un attacco di massa,  o lancio, in perfetto stile navale come se fossimo  a bordo di una portaerei.
La base della US Navy è la più importante per l’addestramento operativo di tutte le componenti aeree della US Naval Aviation, sede della NSAWC  (Naval Strike and Warfare Center) , gode di condizioni climatiche favorevoli per  la maggior parte dell’anno, oltre a disporre di numerosi poligoni di tiro aria aria e aria suolo in aree disabitate a meno di 30 minuti di volo.
Finalmente le condimeteo sull’obiettivo sono favorevoli e anche la foschia presente sull’aeroporto si dirada così da permettere l’inizio dei decolli. Il protagonista dell’evento è il Carrier Air Wing 8  della CVN-71 Theodore Roosevelt  che sta completando tutte le qualificazioni pre-imbarco.
Tutta la componente aerea è distaccata a Fallon e verrà simulato un attacco con un pacchetto di 25 aeroplani, del tutto simile a una azione condotta dalla Roosevelt, gli unici attori a non partecipare saranno i Seahawk, che oltre alla funzione antisom hanno il compito fondamentale del supporto SAR durante le operazioni di catapultaggio dei velivoli.

 
F 18 E dei Tomcatters armato con un AIM-9X Sidewinder
 
 

Hawkeye del VAW-124 Bear Aces, primo a decollare della sequenza di lancio

F 18 A+ del comandante VFA-87

Gli  squadron che compongono il Wing, riflettono lo stato dell’arte della Navy: VFA-31 su F 18 E, VFA-213 su F 18  F  VFA-15 con F 18 C e VFA-87 con F 18  A+, VAQ- 141 su EA 6 B, VAW-121 su  E 2 C.  I primi a decollare dalla  pista  di KNFL (identificativo di FALLON)   sono proprio gli Hawkeye, nella ultima versione con eliche multipala più efficienti e silenziose che in parte fanno perdere il nomigliolo di “hummer” dovuto al tipico suono del biturbina.  Questi AEW si posizioneranno in orbita con la funzione di picchetto radar e coordinamento tattico, proteggendo la forza di attacco da ogni minaccia aerea ostile.
Dopo aver sgombrato il cielo da ogni possibile “bandito” toccherà ai ben collaudati EA 6 B Prowler disturbare comunicazioni e difese ostili, specie le postazioni di SAM, le cui emissioni  e contromisure fanno parte della “libreria elettronica” del quadriposto Grumman.
La punta di diamante della forza di attacco è formata da una ventina di Hornet di tutti e quattro gli squadron, ed è interessante vedere la versatilità di questo caccia, che potremmo definire “per tutte le stagioni”: infatti vediamo sfilare tutte le configurazioni, difesa aerea con gli AMRAAM  AIM 120, AIM  7 Sparrow e i nuovi AIM 9 X Sidewinder,  SEAD con HARM, bombardamento di precisione con JDAM di vario tonnellaggio, LGB e ultimo ma non meno importante anche il buddy pack per rifornimento in volo agganciato ai Super Hornet. Grazie alla grande autonomia  e alla notevole capacità di carico, gli F 18 E ed F hanno il ruolo secondario di cisterne,  compito che era dei Viking, non più presenti presso il Wing e in fase di radiazione dalla Navy. Per registrare le fasi delle azioni molti pod elettronici sono appesi alle estremità alari.

 
F 18 E del VFA-31 Tomcatters nei colori del CAG, armato con LGTR, bomba laser da esercitazione.
 
Il primo dei due Prowler al decollo, con I colori del CAG del VAQ-141
 

Molti piloti indossano già il JHMS  (Joint Helmet Mounted Sight) che permette il puntamento diretto girando il casco verso l’obiettivo, nei biposti F 18 F è solo il pilota ad averlo, non il navigatore.
Lo spettacolo, a parte la  mancanza del glamour della sequenze alle catapulte sulla portaerei, non è di certo molto diverso e meno emozionante, coppie di caccia risalgono i raccordi per approssimarsi al punto attesa della pista 31L, lunga quasi 4000 metri  in attesa dell’autorizzazione al decollo. I “naval aviators” anche a terra mantengono una precisione millimetrica, più di una decina di macchine si parcheggiano vicinissime una di fianco all’altra, e poi a coppie decollano in sequenza. Terminata la missione gli atterraggi avvengono con la classica apertura navale, anche questa molto coreografica che prevede una virata contemporanea e la separazione nel tratto sottovento. Gli E 2 C sono gli ultimi a rientrare con una agilità degna di un caccia e virate strette che mettono in evidenza il complesso sistema di quattro timoni necessario per poter ospitare l’antenna radar.
Nonostante la visibilità non ottimale, questo è un ottimo test per saggiare la preparazione degli equipaggi, che in azioni reali dovranno fronteggiare situazioni ben peggiori dei conosciuti deserti del Nevada. 
I prossimi impegni per il Wing saranno  ulteriori qualificazioni a bordo della Roosevelt   in Atlantico, in attesa della crociera  operativa prevista  in autunno  verso il  Mediterraneo per  poi transitare il canale di Suez  e posizionarsi  nell’oceano Indiano agli ordini della 5° Flotta nell’ambito delle missioni  OEF (Operation Enduring Freedom) e  OIF (Operation Iraqi Freedom).

F-18C CAG del VFA-15 Valions
Il secondo EA-6B con la colorazione classica US Navy
 
 

"The author would like to thank

CDR. Michael Neumann, Topgun, PAO Zip Upham, PO2 Rinkel

for theyr invaluable help and support."