Lunedì 24 Novembre, alle ore 08:15, quattro Tornado del 6°Stormo assegnati al 154°Gruppo “Diavoli Rossi” sono decollati alla volta dell’aeroporto di Mazar e Sharif, a circa 500km a Nord-Est di Herta in Afghanistan. La partecipazione dei Tornado italiani alla missione NATO ISAF (International Security Assistance Force), iniziata su mandato della Nazioni Unite nell’Agosto del 2003, trae orgine dalla necessità di dotarsi di una più adeguata capacità di protezione del contigente presente in teatro. Attualmente l’Afghanistan rappresenta, insieme al teatro iracheno, il principale sforzo da parte della comunità internazionale in supporto alle attività per il mantenimento della pace e la lotta al terrorismo. Con lo scopo di assistere il Governo Afghano a mantenere un ambiente sicuro nel paese, la NATO ha evidenziato l’esigenza di incrementare le forze presenti sul posto. In questo modo il Governo italiano, per tener fede all’impegno preso nella missione ISAF, ha deliberato durante il recente vertice di Bucarest (23 settembre) l’invio di 4 velivoli Tornado a sostegno.

I Tornado opereranno con compiti di ricognizione aerea per supportare le esigenze ISR-Intellignece/Surveillance/Reconnaisance dell’Alleanza Atlantica. I velivoli saranno equipaggiati con un sitema all’avanguardia, il POD-RecceLite, che si sviluppa con sensori ottici all’infrarosso di elevate prestazioni; le quali consentono al velivolo di operare con molta efficacia a quota medio-alta sia di giorno che di notte.
I Tornado verranno inseriti nella Joint Air Task Force di Herat, comandata dal Colonnello Pilota Francesco Vestito, dalla quale dipendono anche gli altri assetti dell’Aeronautica Militare presenti in Afghanistan come i Predator, sistemi da ricognizione e sorveglianza senza pilota, i C-27J per il trasporto tattico e gli AB-212 in supporto alle operazioni terrestri. Sempre alle dipendenze della JATF dipendono gli elicotteri dell’Esercito Italiano A-129 e CH-47.
La durata stimata della missione dei Tornado è di 12 mesi, periodo che potrebbe anche diventare più lungo. Tale assetto di velivoli può operare esclusivamente nello spazio aereo Afghano, ed eventuali deroghe dovranno essere autorizzate case by case dalle Autorità politico-militari nazionali, questo anche nel caso in cui i velivoli saranno chiamati a compiere missioni che non siano quella prevista di ricognizione.
I Tornado si rischiereranno solo temporaneamente sull’aeroporto di Mazar e Sharif, in seguito si trasferiranno sulla Forward Support Base di Herat, sede del Regional Command West a leadership italiana.

L’autore del servizio desidera ringraziare per l’immancabile ed inesauribile disponibilità le seguenti persone: il Tenente Colonnello Alessandro Alfonsi dell’Ufficio Pubblica Informazione dell’A.M.I. ed il Capitano Massimo Cionfrini, Addetto Stampa del 6°Stormo