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Il giorno 2 ottobre si è conclusa l’esercitazione internazionale SQUALO -09, che era iniziata il 28 settembre. L’annuale incontro di unità S.A.R. coinvolge l’Aeronautica Militare Italiana, la Guardia Costiera e altri paese come Spagna, Francia e Grecia ed osservatori algerini, austriaci,egiziani,libanesi e tunisini. La Squalo 09, la cui preparazione ha impiegato ben 10 mesi, prevedeva due fasi distinte e separate, la Fase SATER che riguardava la ricerca e soccorso degli equipaggi di due velivoli precipitati in Sila a causa di una presunta collisione . Il territorio notevolmente accidentato, vasto e con una rilevante copertura boschiva ha impegnato duramente le squadre di ricerca e soccorso, “aiutate”, per essere più vicini alla realtà, dal simulacro dei velivoli precipitati. In questa fase sono state impiegate forze aeree e terrestri con un totale di 47 sortite e 27 ore volate effettuate da elicotteri italiani e stranieri. Sono state portate a termine 20 operazioni di soccorso con verricello e recuperati 5 feriti con differenti patologie di cui 3 classificati come “codice rosso”. La fase SATER, diretta dal Colonnello Luca Cappelli, del COFA di Poggio Renatico ( da dove veniva gestita l’intera esercitazione) si è avvalsa della localizzazione degli aeromobili e degli elicotteri presso l’Aeroporto di Lametia e di un campo base per il supporto logistico presso il lago di Cecita, località Molarotta ( telecomunicazioni, rifornimento degli elicotteri, posto medico avanzato). Sono state impiegate circa 250 persone di cui 45 per gli equipaggi di volo ed 80 per le squadre di ricerca. |
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L’altra Fase, denominata SAMAR, diretta dal Capitano di Fregata (CP) Intellisano, ha interessata una vasta zona del golfo di S.Eufemia ( 640 miglia quadrate) e l’utilizzo di 15 unità navali, 4 aerei e 9 elicotteri nazionali e stranieri per 15 ore di volo e 77 di navigazione, mentre oltre 200 sono stati gli uomini e le donne, di cui 150 imbarcati. Lo scenario nell’area di intervento, scelta in modo da non interferire con l’operatività normale dell’aeroporto di Lametia, prevedeva l’ammaraggio di un Airbus i cui due motori si erano spenti in seguito all’attraversamento di una non prevista nube piroclastica emessa dallo Stromboli. I relitti dell’aereo sono stati simulati con pallets opportunamente verniciati ( e tutti recuperati) mentre i naufraghi sono stati efficacemente simulati con bottiglie di plastica zavorrata con un palloncino rosso e disseminate nell’area. Il recupero di oltre il 40% dei “naufraghi” è stato ritenuto un buon risultato. Molto interessante è stato il recupero di una salma ( …un manichino…) con un apposito involucro utilizzato sa due aerosoccorritori le cui operazioni di imbrago sono state seguite da un operatore subacqueo per cercare di migliorare le tecniche….apparentemente semplici. |
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La fase SAMAR è stata gestita dalla sede operativa del 5°M.R.S.C. ( Maritime Rescue and Search Center) di Reggio Calabria con unità prevalentemente basate a Vibo Valentia. |
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Il giorno 2 ottobre era stato previsto un Media Day con operazioni presso il lago di Cecita : il nubifragio nel messinese ha provocato l’immediato dislocamento delle unità operative in Sicilia, dove, dalle condizioni di simulazione…sono passati alle emergenze reali della popolazione civile. In particolare il COFA ha messo a disposizione un C-130J, 2 HH3F del 15° Stormo, un AB-212 del 9à Stormo di Grazzanise, un P-180 ed un NH-500 del 15° stormo schierato a Trapani. Per ovvi motivi non c’è stata alcuna possibilità di riprese fotografiche personali e ringraziamo Troupe Azzurra per le immagini che ci sono state rilasciate . |
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