Dal 5 al 16 Ottobre si è tenuta quest'anno una delle esercitazioni più importanti in Italia: la Starex 2009, esercitazione bi-nazionale che ha visto coinvolte Italia ed Israele. Sede dell'esercitazione  è stata la base aerea dell'AWTI  Decimomannu, che si trova pochi chilometri a nord ovest di Cagliari.
Nello specifico si è trattato di un'esercitazione della durata di due settimane, ma il contingente israeliano ha partecipato solo durante la prima settimana, la seconda ha visto impegnati esclusivamente i reparti italiani.
L'Italia partecipava con un assetto misto composto da Tornado del 6° e 50° Stormo, F-16ADF (block-15) del 5° e del 37° Stormo, AMX-ACOL del 51° e 32° Stormo mentre gli israeliani, arrivati domenica 4 Ottobre supportati da un KC130, un C-130E ed un KC-707 in versione da trasporto, erano presenti con 5 F-16I “Sufa” del 107° squadron e 5  F-15I “Ra'am”del 69° squadron, entrambi provenienti dalla base aerea di Hatzerim. Gli F-16I ed F-15I sono versioni appositamente sviluppate per (e da) Israele,  rispetto a quelle utilizzate dalle altre forse aeree, con l'intento di migliorare la resa come caccia bombardieri nelle operazioni aria-suolo. All'esercitazione ha inoltre partecipato un E-3A AWACS messo a disposizione dalla NATO che ovviamente ha tenuto “sotto controllo” lo svolgimento della stessa.
Le missioni venivano svolte in 3 “waves” giornaliere, una mattutina e due pomeridiane, durante le quali gli F16 italiani giocavano il ruolo dei red, mentre le blue forces erano rappresentate dagli israeliani e dal resto dei gruppi italiani.

Scopo principale dell'esercitazione era quello di sfruttare al massimo il nuovo sistema ACMI  con l'intento di confrontarsi e migliorare le tattiche e le tecniche operative. L'ACMI (air Combat Manouvering Instrumentation) è l'insieme di strumenti, dispositivi elettronici, computer e sensori che consentono l'addestramento al combattimento aereo manovrato senza l'uso di armi reali, sfruttando pod elettronici trasmettenti informazioni e parametri fisici legati all'aereo che li sta utilizzando come quota, velocità, assetto ecc ecc, ed inviandoli ad una stazione di terra o in mare (le zone operative denominate D40 e R54) che, una volta codificati e interpretati li trasmettono al sistema centrale che si trova all'interno della base di Decimomannu. E' possibile perciò valutare e seguire in tempo reale anche i combattimenti aria-aria registrando tutti i dati ed offrendo in seguito la possibilità di essere a disposizione dei piloti durante il debriefing.
I pod utilizzati per l'ACMI  sono 3 principalmente; l'FPR, di un consorzio tedesco-israeliano che sostituisce il più vetusto AIS, ed infine il pod israeliano EHUD (però gli israeliani montavano anche l'FPR durante l'esercitazione). Questi sono molto simili al missile AIM-9 Sidewinder o agli ultimi modelli di missili aria-aria e vengono infatti spesso alloggiati al suo posto; ciascuno ha un  codice numerico unico che identifica individualmente l'aereo sul poligono. Questi tipi di pod hanno un'asta a tubo di pitot e hanno un radar altimetro e un sensore per la raccolta dati dell'aria che  forniscono velocità, altitudine, assetto dell'aereo, il tutto trasmesso alle stazioni riceventi ogni 20 millisecondi. Lo stesso pod e' interrogato dalle stazioni elettroniche del poligono ogni 100 millisecondi per l'integrazione dei dati. Altri dati trasmessi includono l'angolo d'attacco, i G e informazioni legati all'uso di armi a ricerca radar o infrarosso. Da notare che il nuovo sistema, consegnato nel novembre del 2002, ha visto la compartecipazione di aziende israeliane ed europee per arrivare a quello che è ritenuto una delle installazioni ACMI più avanzate al mondo. Forse non è un caso che nell'ultimo anno gli USAF  abbiano deciso di tornare a “Decimo” con ben 3 rischieramenti dei velivoli del 31 FW di Aviano dopo ben 11 anni di assenza (l'ultimo infatti risale al 1998).