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"La notizia ormai circolava da parecchio tempo; il Tactical Leadership Programme, meglio noto con l’affettuoso nome di TLP, si trasferirà a Luglio di quest’anno sulla base aerea di Albacete in Spagna.
Andiamo ora ad analizzare quale è stata la formula vincente di questo importante programma nato nel lontano 1978 e che negli anni ha richiamato la partecipazione di numerose forze aeree."
STORIA DEL TLP:
Il Tactical Leadership Programme (TLP) è nato dal desiderio da parte del AAFCE (Allied Air Forces Central Europe) di incrementare la capacità di sviluppo di tattiche, tecniche e procedure che avrebbero aumentato la possibilità di cooperazione in operazioni aeree multi-nazionali. Con questo principio in mente, nel Gennaio del 1978, le prime nazioni ad aderire a questo programma furono: Belgio, Canada, Germania, Inghilterra, Olanda e Stati Uniti. La scelta della prima sede cadde sulla base della Aeronautica tedesca di Fuerstenfeldbruck. I primi corsi TLP che si svolsero avevano la forma di un seminario di due settimane, dove gli equipaggi della nazioni aderenti discutevano e formulavano tattiche, tecniche e procedure NATO da adottare in futuro. L’anno successivo la sede TLP si spostò sulla base di Jever (Nord della Germania) dove si aggiunse al programma anche una fase di volo, estendendo la durata del corso a quattro settimane. Dalla base di Jever, che rimase sede della TLP fino al Dicembre 1988, furono condotti 71 corsi per un totale di circa 2000 equipaggi NATO “graduati”.
Nel 1989 a causa delle condizioni meterologiche molto spesso sfavorevoli a condurre le operzioni di volo, la sede dei corsi fu spostata sulla base belga di Florennes. La scelta di questo aeroporto si rivelò una scelta valida per due principali motivi. Il primo fu dato dal fatto che di recente l’USAF aveva lasciato il sedime aeroportuale di Florennes con il suo 485th Tactical Missile Wing e quindi aveva lasciato libere numerose installazioni ed infrastutture; il secondo motivo invece è dato dal fatto che dalla nuova sede si sarebbero potute condurre operazioni aeree sopra Belgio, Olanda, Inghilterra, Germania e Francia ed in questo modo le nazioni interessate si sarebbero potute dividere il rumore dovuto ai voli a bassa quota da parte degli aerei interessati nelle fasi di volo dei corsi. Lo spostamento in Belgio coincidette anche con l’inserimento di due nuove branchie all’interno dell’organizzazione, la prima denominata “Concepts & Doctrine” e la seconda “Academic”. L’obiettivo di entrambe può essere descritto come lo sviluppo e l’insegnamento di un “background” teorico da applicare poi in maniera pratica alle fasi di volo.
Con l’ingresso nella Staff del TLP di un ufficiale di collegamento francese anche la Francia iniziò a prendere parte a molti corsi; mentre nel 1997 il Canada uscì dal programma mantenendo comunque un ufficiale di collegamento all’interno dello Staff. All’epoca la TLP aveva nazioni aderenti solo dalle regioni dell’Europa centrale, ma con l’ingresso di Italia e Danimarca nel 1996 e della Spagna nel 2002 si vide cambiare la sua sigla da AAFCE TLP ad ACO TLP (Allied Command Operations TLP). |
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PERCHE’ LA TLP SI SPOSTA IN SPAGNA?:
Negli ultimi 20 anni le operazioni militari sono cambiate di pari passo con lo sviluppo tecnologico, con le situazioni politiche che si sono create e con la nascità di nuovi teatri operativi di guerra. Negli anni passati le operazioni aeree militari venivano condotte a bassa quota per la necessità di visualizzare il bersaglio; questa attività a bassa quota creava molto disturbo alle popolazioni dell’Europa Centrale a causa del ruomore prodotto dei jet. Oggi invece, la operazioni aeree grazie al processo tecnologico che vede l’utilizzo di armi stand-off, di sensori e di aerei più moderni, pemette agli aerei di condurre operazioni da medie ed alte altitudini. L’unico problema di volare a questa fascia di altitudine è che questa è occupata in gran parte dalle rotte civili. Infatti con l’incremento delle compagnie aeree, aumentano anche le rotte di linea civili; le quali restringono sempre di più gli spazi aerei dedicati alle esercitazioni militari come la TLP. Per questi motivi, nel 2006 le nazioni organizzatrici del programma hanno deciso di accettare l’offerta spagnola di ricollocare la sede della TLP ad Albacete in Spagna. Lo spazio aereo spagnolo intorno ad Albacete offre un gran numero di aree addestrative militari che permettaranno dalla prossima edizione di condurre operazioni aeree a tutte le altitudini e soprattutto incrementeranno la possbilità di condurre operazioni di notte.
Attualmente la base di Albacete è sede di uno stormo di Mirage F.1 ma è prevista la sua transizione sull’Eurofighter a partire dal 2013.
Lo spostamento dal Belgio alla Spagna ha previsto un investimento di circa 20 milioni di euro sulla base di Albacete, e ha visto la costruzione di nuove infrastutture tra cui principalmente un nuovo centro di comando e nuovi alloggi capaci di ospitari circa 500 persone.
Anche se la TLP avrà una nuova sede a partire dall’estate 2009, il suo obbiettivo rimane invariato; inoltre adesso l’organizzazione sarà formata da dieci nazioni grazie all’ingresso di Francia e Grecia. Con una organizzazione ampliata ed un nuovo comandante, lo spagnolo Colonnello J.M. Salom, la TLP inizierà i corsi accademici nella nuova sede a metà Ottobre e la prima fase di volo vedrà la “messa in moto” a Novembre 2009 utilizzando per la prima volta i nuovi spazi aerei dedicati.
Per il 2010 lo staff della TLP ha già pianificato un set completo di 6 corsi di volo, e per 3/4 corsi è prevista una settimana di operazioni notturne. Inoltre l’allargamento delle strutture permetterà di accogliere anche aerei più grandi come gli AWACS (E-3A) aumentando la capacità di pianificare, eseguire e de-briefingare le operazioni aeree.
Inoltre sulla nuova sede si formerà l’Academic & Concept Branch, pronto a condurre 16 corsi, che unisce le due branchie (Academic Branch e Concept & Doctrines Branch) prima separate. |
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L’ORGANIZZAZIONE DELLA TLP:
Come detto in precedenza la TLP è un’organizzazione formata da 8 nazioni NATO (ora 10 con l’ingresso di Grecia e Francia) che hanno firmato un contratto con l’obbiettivo unico di incrementare le capacità delle forze aeree alleate nel condurre operazioni aeree multi-nazionali. La struttura della TLP vede al comando un Colonnello che a rotazione viene scelto tra i paesi membri dell’organizzazione, mentre le tre branchie in cui la TLP è divisa vengono comandate da un Tenente Colonnello o da un Comandante di Stormo, anch’esso facente parte delle nazioni aderenti al contratto.
La fase più teorica del programma è quella della branchia “Concepts & Doctrine Branch”, la quale si occupa di esaminare le varie tattiche usate dalle diverse forze aeree in gioco. Ciò viene fatto per mezzo di conferenze alle quali tutti gli equipaggi di ogni corso prendono parte; e dove vi è la possibilità per i partecipanti di scambiarsi informazioni riguradanti procedure, tattiche e tecniche. Tale scambio di informazioni porta molta volte alla creazione di nuove tattiche che in futuro potrebbero essere inserite nei manuali NATO per gi equipaggi.
L’altra fase teorica del programma, anche se con un orientamento più pratico, è l’Academic Branch. Questa svolge corsi finalizzatti ad aumentare il bagaglio culturale degli equipaggi attraverso lezioni sulle tattiche, sulle armi e sugli effetti di esse, sulle performance degli aerei, sul gestire una missione in qualità di Leader e sul partecipare ad una missione COMAO sia in assetto difensivo che offensivo.
L’ultima branchia è quella pratica, la “Flying Branch”. Essa è il risultato di tutta la teoria che gli equipaggi hanno appreso nei corsi precedenti alle missioni. Questa sezione della TLP è guidata da un Tenente Colonnello o da un Comandante di Stormo scelto a rotazione tra le nazioni aderenti al programma, il quale ha sotto il suo comando 14 ufficiali scelti tra le restanti nazioni che gestiscono le due sotto-sezioni della “Flying Branch”, la “Air to Ground” e la “Air Defence”. La maggior parte degli Ufficiali che formano lo staff hanno partecipato in passato a corsi TLP e hanno avuto esperienze di operazioni aeree di guerra in medio-oriente e nei Balcani. Lo staff si occupa di coordinare gli scenari delle missioni, di fare il briefing ed il de-briefing ai partecipanti e di analizzare con essi i risultati di ogni missione volata. |
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MISSIONE TLP:
Ogni anno la Flying Branch organizza sei corsi di volo, che comprendo circa 20 giorni lavorativi su un periodo di quattro settimane. Dal 1993 cinque corsi vengono tenuti a Florennes, mentre uno viene organizzato presso un aeroporto esterno; negli anni passati abbiamo visto sessioni della TLP a Moron in Spagna, a Trapani in Italia ed anche a Konya in Turchia. La possbilità di effettuare un corso presso una sede diversa favorisce la possbilità per gli equipaggi di addestrarsi con un clima e condizioni topografiche differenti, nonchè in spazi aerei con meno restrizioni e con la possbilità di coordinare missioni in notturna, quest’ultime non possibili a Florennes a causa delle molteplici restrizioni di volo sopra il Belgio.
La nazioni del programma inviano a partecipare ai corsi di volo della TLP i piloti più esperti, che devono avere minimo 500 ore di volo di cui 100 ore sul velivolo attualmente volato e 100 ore nello stesso ruolo.
Generalemente giungono a Florennes tra i 18 ed i 24 aerei per ogni corso, ed i ripsettivi equipaggi sono impegnati nella prima metà del corso in un mix tra parte teorica (Academic Days) e parte pratica (Flying Days); mentre le ultime due settimane sono dedicate quasi interamente alle fasi di volo. Ogni corso prevede la pianificazione di 15 missioni strutturate ad incremento graduale nella loro complessità; questo per rendere l’addestramento il quanto più reale e vario negli scenari. Le missioni che vengono organizzate coprono tutti gli aspetti moderni della guerra aerea, ed includono missioni CAP-Combat Air Patrol, AD-Area Defence, FP-Force Protection, OCA-Offensive Counter Air, OAS-Offensive Air Support, AI-Air Interdiction e TAS-Tactical Air Support.
I partecipanti vengono divisi in due pacchetti, quelli con specialità Air-to-Ground detti “Mudders” che fanno parte della forze di attacco e quelli con specialità di difesa aerea che danno supporto e difesa ai primi.
Nelle ultime due settimane di corso, per rendere ancora più reali le missioni, si aggiungono i famosi “external-assets” che includono ulteriori aerei in ruolo “Aggressor” e “SEAD-Suppression of Enemy Air Defense”. |
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Il 19 Maggio lo staff della TLP ci ha invitato al media day organizzato per l’ultimo corso (il 3° per l’anno 2009) che si è tenuto con sede a Florennes ed abbiamo potuto seguire da vicino le operazioni di volo previste in tale giornata.
La giornata per gli equipaggi di volo inizia intorno alle 8:00 di matttina con un briefing sulle condizioni meteo, seguito a ruota da un briefing di intelligence dove gli equipaggi a seconda dei ruoli vengono divisi in gruppi, gli AG-Air to Ground e gli AD-Air Defense.
I partecipanti al pacchetto di aerei in qualità Air to Ground vengono messi a conoscenza degli obbiettivi da colpire ed inoltre solo in questa fase viene scelto tra di loro un leader della missione. Dall’altra parte invece gli equipaggi Air Defence ricevono un briefing sul teatro che incontreranno, sull’area di responsabilità e sugli attuali ordini del controllo dello spazio aereo.
Una volta ricevuti gli incarichi gli Air to Ground hanno circa due ore disponbili per pianificare la missione e sotto il monitoraggio dello staff TLP il Leader assegna a ciascuno del suo pacchetto le rotte da seguire e gli obiettivi, nonchè la posizione da tenere in volo. In queste due ore gli Air to Ground hanno un ritmo davvero serrato, a totale differenza gli Air Defense hanno le ore che precedono la missione molto più tranquille. Questo è dovuto al fatto che molte volte ricevono gli ordini e le informazioni solo pochi minuti prima di incamminarsi verso gli aerei e addirittura in certe circostanze quando sono già all’interno del cockpit per la messa in moto. Questo “tempo libero” viene sfruttato dai piloti per discutere tattiche e regole di ingaggio eventualmente adottabili una volta in volo.
L’ “Engine start” degli aerei avviene generalmente tra le 12:00 e le 13:00 locali, periodo nel quale tutti gli aerei partecipanti alla COMAO vengono fatti decollare. La durata della missione solitamente varia tra i 60 ed i 90 minuti; va ricordato però che ad ogni corso vengono organizzate 2/3 missioni con il rifornimento in volo che estendono la missione fino a 3 ore.
Per comunicare con l’ATC (Air Traffic Control) agli aerei vengono assegnati callsign che vanno da “Iglu-11” a “Iglu-49”; gli equipaggi in ruolo Air to Ground usano il callsign dal numero 11 al 49, quelli Air Defense dal numero 41 al 49 e gli equipaggi in ruolo external assets dal numero 51 al 69.
Una volta lanciata la COMAO gli obiettivi che gli equipaggi possono trovare sono molteplici e vari, ad esempio aeroporti, depositi, complessi e strutture varie; ma anche obiettivi in mare come navi. Tutti gli obiettivi previsti nella missione sono difesi da batterie di missili SAM e AAA, inoltre nelle zone vicine ai target vengono posizionate telecamere per registare quello che avviene nell’area e soprattutto in che modo avviene. Una volta atterrati gli aerei, le registrazioni fatte sul campo e i dati registrati dal pod ACMI serviranno agli equipaggi per analizzare il successo della missione. Con i dati ricavati i piloti Air to Ground potranno valutare i punti d’impatto delle bombe (DMPI-Desired Means Point of Impact) e i piloti Air Defense tramite le misurazioni ACMI potranno determinare con validità il successo o il non –successo del lancio simulato di missili aria aria.
Una volta analizzata l’intera missione tra i piloti, lo staff della TLP intorno alle 17:00 del pomeriggio raccoglie tutti i dati per presentarli ad un de-briefing principale della durata di un’ora. In questa ora tutti i piloti possono avere un quadro completo circa l’esito della missione da parte dell’intero pacchetto. |
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I PARTECIPANTI ALL’ULTIMO CORSO DI FLORENNES:
Forse è stato il richiamo dell’ultima edizione ufficiale della TLP con sede a Flornnes, fatto sta che questo corso ha visto una massiccia presenza in termini di numero di aerei, con pacchetti di quasi 30 velivoli a missione.
A comporre i pacchetti Air to Ground e Air Defense c’erano infatti 2 Tornado ECR dell’ aeronautica militare italiana, 2 Super Etendard della marina francese, 2 F-16C delle forze aeree greche, 4 L-159A dell’aeronautica cieca, 4 F-16C dell’aeronautica americana, 3 F-16 dell’aeronautica polacca (quest’ultimi nella versione modernissima Block-52), 6 F-16 della aeronautica belga, 4 F-16 dell’aeronautica olandese, 3 F-2000 dell’aeronautica spagnola, 2 Mirage2000D e 2 Mirage2000N dell’aeronautica francese.
A formare invece gli “external assets” c’erano in ruolo “Aggressor” 2 nostri F-16 di Trapani insieme a 2 F-16C greci e a 2 Hawk inglesi, in ruolo “disturbatore” invece era presente l’immancabile Da-20E della compagnia civile FR-Aviation. Inoltre per partecipare alle missioni CSAR (Combat Search & Rescue) erano presenti 2 Mi-35 ciechi e 2 HH-3F italiani, quest’ultimi giunti a Florennes il 20 Maggio. |

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