TERMINATA LA ‘NOBLE MANTA 2008’: OTTIMO RITORNO ADDESTRATIVO PER GLI EQUIPAGGI DEL 41° STORMO

Il Mediterraneo centrale ed in particolare il Mare Jonio, dal 15 al 28 febbraio, ha visto lo svolgimento della ‘Noble Manta 2008’, la maggiore esercitazione per la guerra antisommergibili al mondo, nelle parole dell’amm. Cesaretti, Comandante del MCC (Marittime Component Command) del Comando NATO di Napoli.

E dalle forze in campo non si può che convenirne; 6 sommergibili, 15 assetti aerei, svariate unità navali, da quelle d’appoggio ai grandi caccia, di diverse nazionalità, hanno costituito il fulcro di un’esercitazione estremamente complessa. I suoi scopi essenziali: l’addestramento alle procedure di cooperazione fra velivoli, unità di superficie e subacquee; l’addestramento alla ricerca ed alla localizzazione di sommergibili, l’addestramento alla condotta di operazioni Antisom combinate; l’addestramento alle comunicazioni e l’individuazione di imbarcazioni sospette, la lotta al terrorismo internazionale.

Oggi più che mai, con l’alta instabilità dello scenario internazionale, la possibilità che un sommergibile convenzionale, in situazione di crisi, possa tentare di introdursi in acque non consentite o, peggio ancora, dentro uno schieramento navale, è altissima ed i rischi connessi con tali ipotetiche azioni, potrebbero essere incalcolabili. Un singolo battello, con il suo carico letale di siluri potrebbe, se non intercettato, neutralizzare, o addirittura affondare una intera flotta, prima che possano essere attuate le necessarie misure di difesa. Allora, una rapida scoperta, utilizzando gli specifici mezzi a disposizione è di importanza vitale per prevenire eventuali pericoli ed assicurare un efficace sistema di protezione.

L’attività di volo, parte predominante della “Noble-Manta”, si è svolta in maniera diuturna, dalla base aerea di Sigonella, sede del 41° Stormo Antisom. Velivoli ed elicotteri si sono levati in volo incessantemente per recarsi in alto mare e svolgere, con alta professionalità, il loro lavoro alla ricerca di sommergibili. Compito non semplice; un sottomarino immerso è, infatti, quasi invisibile; solo un accuratissimo sistema di ricerca composto da tecnologia, uomini e mezzi che lavorano sinergicamente, può portare a casa il risultato e così è stato. Le prime impressioni dei comandanti dei sommergibili sono state significative; uno di loro, nel suo rapporto diceva “gli assetti aerei sono stati il maggiore contributo alla limitazione di libertà di movimento del battello“ …. “, sono stato scoperto spesso quando arrivavamo in superficie, ma anche dal nulla, quando pensavo di essere al sicuro, boe attive, improvvisamente arrivavano intorno al mio battello…”.

Lo sforzo profuso è stato quindi premiato, consentendo a tutti gli assetti un ritorno addestrativo notevole, come rimarcato dagli Alti Comandi organizzatori e da tutte le nazioni partecipanti. Peraltro, una notevole mole di dati è stata raccolta a beneficio sia degli equipaggi che hanno direttamente partecipato all’attività, sia di quelli che, successivamente, potranno trarne preziosi insegnamenti. I risultati conseguiti dai pattugliatori italiani nell’occasione, parlano chiaro: nessuna missione annullata, 100% dalle ore assegnate volate, il più alto numero di localizzazioni confermate, verificate, cioè, a terra da uno speciale team che analizza, incrociandoli, i dati pervenuti per fornire i relativi riscontri.

Artefici di questi successi sono stati l’equipaggio 2° dell’88° Gruppo Volo, comandato dal tenente di vascello Gioacchino Cacciola, ed il 3°, comandato dal capitano Vincenzo Ferrara; e con loro, gli altri componenti, i piloti Burattini, Di Gregorio, Carastro, Alì; i tecnici di volo Vilardi, Lombardo, Vaccaro, Rapisarda; gli operatori ai sensori acustici Caputo, Chiona, Monopoli, Carrabino; gli operatori ai tavoli tattici Capodieci, Finocchiaro, De Gregorio, De Fiori; gli operatori elettronici Guzzardi, Gresti, Anastasi, Santarpia, Arrè, Pecorino Meli, Nicastro e Verbasco. Ad essi si affiancano, idealmente, i tanti loro colleghi che nel corso degli anni, con la loro attività silente ma incessante e proficua, hanno garantito un rendimento tale in termini di risultati ed obiettivi raggiunti, da far meritare alla bandiera dello Stormo, nel 2006, il conferimento della Medaglia d’Argento al Merito Civile, rendendola fra le più decorate dell’Aeronautica Militare.

La sintesi finale, nelle parole del Comandante del 41° Stormo Antisom, colonnello Antonio G. Di Fiore: “si tratta di una impegnativa esercitazione internazionale che riunisce molti paesi della NATO per ottimizzare l’addestramento alla lotta antisommergibili, che rimane la nostra missione primaria. Il 41° stormo Antisom, antesignano di tale attività, già dagli anni ‘50, contribuisce con i suoi velivoli Atlantic ed i suoi equipaggi misti di Aeronautica e Marina, ad assicurare tutte le attività di controllo sul “mare nostrum“, compresi i flussi migratori, per garantire pace e stabilità. Noi siamo quelli che osserviamo più da vicino, l’insorgere dell’elemento di disturbo e lo segnaliamo immediatamente a chi di competenza. Quest’esercitazione ha costituito un’importante occasione per sviluppare le capacità tecniche ma anche, per imparare a lavorare in sinergia per il raggiungimento di finalità comuni. Costituiamo e speriamo di poterlo essere, per il futuro, una forza pronta per qualsiasi evenienza.”

 

 

Fonte: Aeronautica Militare Italiana