GLI ANTISOM IN KILT - Missione in Scozia per gli Atlantic del 41°
Stormo di  Sigonella

Il giorno 20 aprile decollava, dalla Base dell'Aeronautica  di Sigonella, comandata dal Colonnello Pilota Antonio G. DI FIORE,  un Breguet 1150 Atlantic  del 41° Stormo, con destinazione Scozia,  Regno Unito.
Dopo circa 7 ore di volo, atterrava nella fredda base della Royal Air Force di Kinloss, sede di tre gruppi di volo, 120sqn, 201sqn e 42sqn che, quotidianamente, svolgono attività  antisom  utilizzando i velivoli NIMROD.
L' equipaggio  italiano,  composto com'è noto, da personale sia dell'Aeronautica sia della Marina, dopo aver svolto le pratiche  di
arrivo e di sistemazione negli alloggi della Base, si preparava a trascorrere 2 settimane di duro lavoro, alternandosi tra riposi fisiologici e voli operativi.  Difatti, il giorno successivo aveva inizio, con il briefing di benvenuto e presentazione, l'esercitazione denominata NEPTUNE WARRIOR, meglio conosciuta con il vecchio acronimo JMC Joint Maritime Course, caratterizzata da operazioni marittime, terrestri ed aeree, d'attacco e di difesa, e da un notevole dispiego di mezzi navali, sommergibili, aerei dislocati a terra od anche lanciati da portaerei.
L'equipaggio Terzo dell'88 Gruppo di Volo del 41 Stormo AS, si accingeva ad operare in un ambiente multinazionale, stimolante ed impegnativo, a stretto contatto con altri operatori e piloti francesi, tedeschi, norvegesi, canadesi e inglesi.
L'esercitazione risultava articolata in due fasi principali: la prima aveva lo scopo di far integrare ed addestrare le forze partecipanti, simulando uno scenario fanta-politico in continua escalation di crisi tra partiti contrapposti. In questa fase, le forze hanno avuto la
possibilita' di fare conoscenza dell'ambiente esterno, delle caratteristiche geografiche della zona di operazioni, e di prendere confidenza con le condizioni meteorologiche di questa terra cosi' lontana dal Mediterraneo. Il pattugliatore marittimo italiano e' stato chiamato ad effettuare missioni di diretto supporto a forze navali, scoprendo e tracciando eventuali sommergibili nucleari e convenzionali partecipanti che insidiavano le gelide acque dei canali scozzesi.
La seconda fase e' stata caratterizzata dalla crisi e conseguente rottura dei rapporti diplomatici tra i vari partiti, dando il via alla parte Calda dell'esercitazione. Portando ad ostilità manifeste, l'equipaggio italiano si e' impegnato a scoprire e distruggere i sommergibili nemici, utilizzando al meglio le potenzialità di avvistamento radar, ottico, elettronico e acustico (tramite le boe sonore) del velivolo. La  possibilità  di volare a basse quote sul mare ed a basse velocità  e' una ulteriore  peculiarità  dell'Atlantic che unita a grandi doti  di scoperta, ombreggiamento e tracciamento di unita' di superficie, gli consente di individuare l'obiettivo rimanendo  sempre in sicurezza.  Le missioni operative si sono quindi alternate tra anti-sommergibile e anti-nave, e talvolta l'equipaggio e' stato chiamato a svolgere entrambe le tipologie di lotta durante lo stesso volo. Le condizioni meteorologiche si sono mantenute buone, un aspetto insolito (ma molto gradito!) in questo periodo dell'anno. Un'alta pressione si era stabilita esattamente sopra la Scozia per tutto il periodo del rischieramento, assicurando sole e cielo relativamente sgombro da cumuli e temporali. Tuttavia, durante la notte, l'assenza di vento e la forte escursione termica favorivano la formazione di banchi di nebbia a volte densi e pericolosi, che provocavano qualche preoccupazione agli operatori in volo.
L'esercitazione ha avuto fine il 3 maggio, con il briefing finale, i saluti e la cerimonia di chiusura dell'evento. I vari equipaggi si sono scambiati  taluni prodotti tipici della propria nazione;  quello italiano, fedele alla tradizione, ha cucinato spaghetti per tutti i
partecipanti.
La NEPTUNE WARRIOR si e' rivelata un'esercitazione complessa, interessante e formativa, sicuramente un valido strumento di addestramento avanzato funzionale  ad una migliore  qualificazione professionale.
Una esperienza senza dubbio positiva, anche dal punto di vista dell'arricchimento del proprio bagaglio culturale personale, essendosi svolta in una terra cosi' ricca di storia, tradizione e misticismo.
Il capitano Enzo Ferrara ed il Capitano di Corvetta Agostino Rossi, responsabili della missione, riportavano i propri uomini ed il velivolo a Sigonella il giorno 4 maggio. L'equipaggio scendeva dalla scaletta stanco e provato  per il duro lavoro svolto, ma intimamente soddisfatto ed orgoglioso per avere dimostrato in un ambito internazionale così prestigioso, le capacità operative del 41° Stormo e della rispettiva Forza Armata d'appartenenza.

Fonte e foto: A.M.I.