Dal 16 al 20 Giugno si è svolta sull’asse Asiago-Istrana-Venezia, l’ormai annuale esercitazione S.A.R.(Search and Rescue) denominata “Squalo 2008”, esercitazione internazionale di Ricerca e Soccorso aerotterestre (SATER) ed aeromarittima (SAMAR) che ha visto la partecipazione dei servizi S.A.R. di Italia, Francia e Spagna nel contesto dell’applicazione degli accordi internazionali sul soccorso aereo SARMEDOCC(vedi approfondimento) e dell’accordo bilaterale italo-maltese. Lo scopo principale dell’esercitazione è stato quello di addestrare il personale del Desk S.A.R. del Comando Operativo elle Forze Aeree (C.O.F.A.) di Poggio Reantico, gli equipaggi di volo, i componenti delle squadre terrestri, quelli delle unità navali e la componenente logistica alla gestione di operazioni congiunte di ricerca e salvataggio di sopravissuti a incindenti aerei su terra e su mare.

   
L'AS-350 dei VVF di Trento
 
L'HH-3F del 83°Centro C-SAR di Rimini recupera il ferito in barella
Imarco del Soccorso Alpino sull'AB-412 dei CC
 

Durante l’esercitazione sono state testate le capacità di pianificare, coordinare e condurre operazioni di ricerca e socorso in forma congiunta, infatti per l’esercitazione vi è stata l’importante e qualificata presenza dei servizi S.A.R. stranieri di Spagna, Francia e Malta.
Gli spagnoli erano presenti con un elicottero Puma e due C212, i francesi con un Fenec ed un F-406, mentre Malta era presente con AB-212 dl MIATM; notevole è stata anche la presenza di osservatori stranieri provenienti dall’Albania, Croazia, Malta, Slovenia e Turchia.

Lo scenario che si è creato ques’anno per effettuare le operazioni ha previsto la simulazione di soccorso aereo nell’area di Asiago per la fase terrestre-SATER, operazione diretta dal Col. Luca Cappelli del COFA; e nell’alto mare adriatico per la parte aeromarittima-SAMAR, operazione diretta dal Capitano di Vascello Claudio Mollica del 9°MRSC.

Personale del 51°Stormo nell'unità radio mobile dell'A.M.
 

Tornando ai partecipanti, l’Italia era presente con gli HH-3F dell’83° Centro C-SAR del 15°Stormo di Rimini ed un AB-212 della squadriglia di collegamento e soccorso di Linate.
Inoltre hanno preso parte alla Squalo 08 anche mezzi aerei della Guardia Costiera(n° 1 AB 412 Elinucleo GC La Spezia), della Guardia di Finanza(n° 1 NH 500C GdF Venezia),dei Carabinieri(n° 1 AB 412 Elinucleo CC Treviso),dei Vigili del Fuoco(n° 1 AB 412 Elinucleo VVF Venezia, n° 1 A 109 Elinucleo VVF Venezia, n° 1 AS 350 Elinucleo VVF Trento), del 118 di Treviso(n° 1 A 109 118 Treviso), della Polizia di Stato(n° 1 AB 212 Reparto volo P.S. Bologna); ai quali si sono affiancati personale di terra del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia Provinciale di Vicenza. Ad Asiago è stato inoltre predisposto un campo base avanzato, dal quale sono state coordinate le operazioni per il SATER, con l’impiego del personale e delle strutture della Protezione Civile Regione Veneto. Sempre all’interno del campo base avanzata è stato predisposto un Posto Medico Avanzato costituito da componenti del servizio SUEM 118 Regione Veneto e dalle infermiere VolontarIe della CRI(Croce Rossa Italiana). Fulcro principale invece degli assetti aerei, degli apparati tecnico-logistici e di accoglienza per gli equipaggi di volo e per il personale, è stato il 51°Stormo di Istrana dove sono stati rischierati tutti i sopra citati assetti per l’occasione.

   
Atterraggio dell'AB-212 del Reparto Volo della P.S. di Bologna
Pianificazione della missione tra l'equipaggio dell'HH-3F e il soccorso alpino veneto
L'HH-3F giunge in area di operazione
 
L'AB-412 dell'Elinucleo dei Carabinieri di Treviso giunge ad Asiago al Campo Base Avanzato

Accordo Tecnico Tripartito SARMEDOCC:

L’Accordo Tecnico SARMEDOCC(SAR per il Mediterraneo Occidentale) risale al 1949 e fu stipulato tra Spagna, Francia ed Italia in applicazione:

  • All’Annesso 12 della convenzione di Chicago relativa all’organizzazione dell’Aviazione Civile Internazionale (I.C.A.O.) firmata a Chicago il 7 Dicembre 1944
  • Alle norme nazionali in materia di Ricerca e Soccorso in caso d’incidente ad aeromobi

 

Tale accordo ha come obiettivo quello di promuovere la cooperazione e massimizzare le sinergie tra le componenti operative preposte ad assicurare il Servizio di Ricerca e Soccorso Aereo nell’ambito delle FIR’s (Flight Information Region) assegnate dall’ICAO ai rispettivi Sati, con lo scopo di assicurare efficaci interventi alla salvaguardia della vita umana in caso di inconvenienti o d’incidenti aeronautici che dovessero accadere nel Mediterraneo Occidentale e nelle zone terrestri di confine.

   
L'AS-555 del SAR Francese
L'AB-412 dell'elinucleo CC di Treviso
 
Il soccorso alpino veneto predispone la barella per il recupero
L'AB-412 dell'elinucleo CC di Treviso
 

Col passare degli anni tale accordo è stato modificato, prima nel 1952 ed infine nel 1972 con la stesura attuale con i Protocolli ed i Manuali Operativi connessi che vengono tenuti costantemente aggiornati tramite delle riunioni annuali dei rappresentanti dei paesi aderenti. Tutt’oggi l’Aeronautica Militare, secondo una prassi stabilita nel 1949, assicura l’attuazione del citato accordo; conseguendo alla continuità d’azione per la rappresentanza nazionale nelle riunioni periodiche, la segreteria permanente a turno biennale tra i paesi firmatari e l’attuazione delle attività operative ed addestrative.
Di recente, a seguito della modifica dell’art.830 del Codice di Navigazione, anche il comando generale del Corpo delle Capinaerie di Porto partecipa con regolarità e con propri rappresentanti alle riunioni annuali SARMEDOCC ed inoltre, dirige in coordinamento con il COFA le esercitazioni SARMEDOCC che si svolgono sul mare, che l’Aeronautica Militare continua ad organizzare mettendo a disposizione le proprie strutture
operative e logistiche.

L'AB-212 del Reparto Volo PS di Bologna
 

Va detto anche che tutt’oggi, il Ministero dei Trasporti non ha ancora emanto alcuna normativa internazionale, nè risulta disporre di una propria organizzazione e ne dei mezzi necessari per attuare il servizio SAR nei termini previsti dall’annesso 12 dell’ICAO per dare piena attuazione all’accordo SARMEDOCC. Infatti il CGCCP(Comando Generale delle Capitanerie di Porto) ha rilevato che il sopracitato accordo è ormai in contrasto sia con la normativa internazionale in merito alla salvaguardia della vita in mare, sia con quella nazionale in materia di incidenti aerei in mare. In base a quanto sta avvenendo al giorno d’oggi, insieme alla Spagna e alla Francia, sono state avviate le procedure per una revisione sull’accordo. Nel tempo di attesa che gli organi preposti definiscano chiaramente la posizione e le competenze dell’A.M.I. in merito al SAR-Aeronautico nei confronti dell’aviazione civile; l’Aeronautica, attuando l’Accordo in parola già da anni, assicura la partecipazione di propri assetti SAR specializzati e di personale RCC alle esercitazioni SARMEDOCC organizzate dalla Francia e della Spagna ed organizza, ospitando in Italia, l’esercitazione annuale SARMEDOCC denominata appunto SQUALO.

   
L'AS-555 del SAR Francese lascia l'AvioSuperficie di Asiago
L'AS-350 dei VVF di Trento
 
Un operatore della Stazione di Asiago si consulta con il soccorso Alpino Veneto
 

I numeri dell’edizione 2008

L’edizione di quest’anno della Squalo ha visto la coordinazione delle missioni della parte terrestre-SATER e della parte aeromarittima-SAMAR negli stessi giorni; ciò è stato fatto per intensificare il livello delle operazioni rispetto all’anno precedente e per rendere più complesso lo scenario che potrebbe verificarsi nella realtà.
Le nazioni straniere dell’accordo che hanno preso parte all’esercitazione hanno potuto scegliere in base alle loro esigenze se addestrarsi al soccorso in mare o a quello su terra; infatti solo la Francia ha partecipato sia al SATER con il Fennec e al SAMAR con l’F-406, mentre la Spagna ha partecipato al SAMAR con tutti gli assetti e Malta al SATER con l’AB-212 del MIATM.
Per la parte SATER sono state impiegate forze aeree e terrestri che hanno compiuto 55 sortite per un totale di 39 ore di volo, 15 aviosbarchi, 8 operazioni di soccorso a mezzo vericello, 50 soccorritori imbarcati sugli aeromobili, utilizzo di due barelle per recupero feriti(3 in totale di cui 2 aviotrasportati ed uno lievemente ferito che è stato trasportato in ambulanza); nel totale la fase SATER ha interessato 300 persone, di cui 70 persone come equipaggi di volo e 230 nelle squadre terrestri. Nella parte aeromarittima-SAMAR invece sono state impegnate forze aeree e navali, utilizzando 300 miglia quadrate come area marittima di ricerca, 9 unità navali, 3 aerei e 3 elicotteri nazionali e stranieri per un totale di 22 ore di volo e 88 ore di navigazione marittima. Nel caso della SAMAR le persone impiegate sono state 139.

Operazione di recupero da parte del HH-3F
 

Approfondimenti:

In questa sezione vogliamo approfondire alcuni aspetti degli assetti A.M.I. rischierati per l’esercitazione, soffermando la nostra attenzione sul 83°Centro C-SAR di Rimini che ha partecipato alla Squalo 2008 con un elicottero HH-3F codice C, ovvero l’ultimo aggiornamento di tale elicottero, che prevede la possibilità di montare un monocolo notturno e diurno HUD, il quale rimanda le informazioni quali strumenti motore, quota, assetto, velocità ad un vetro posto su un occhio che facilità in questo modo il volo, permettendo al pilota di guardare sempre all’esterno, limitando al massimo il tempo in cui esso osserva gli strumenti all’interno.

   
 
L'HH-3F del 83°Centro C-SAR giunge in area di recupero
Rientro dall'esercitazione per il soccorso alpino
 

Un paio di righe vanno spese anche per la Squadriglia Collegamenti e Soccorso di Milano Linate, che quest’anno ha partecipato con un AB-212 AMI-SAR composto da un equipaggio di quattro elementi(2piloti,1specialista di bordo,1aerosoccorritore) e con l’equipaggiamento standard per l’impiego S.A.R.; ovvero due ore e mezza di autonomia, due barelle NATO, braga doppia, bombole di ossigeno ed un kit sanitario. La Squadriglia ha preso parte solamente all’evento SATER Diurno ed i metodi di ricerca utilizzati sono stati sia di tipo ottico secondo il codice Q che identifica ogni tipo di ricerca con una siglia da QKP1 a QKP8 ed in particolare QKP5 per zone montagnose, che di tipo elettronico QKP9 utilizzando il metodo detto “HOMING”, che consiste nel ricevere le onde radio delle radio di emergenza attraverso apparati di bordo, elaborando le informazioni che vengono visualizzate sulla strumentazione di bordo al fine di indicare al pilota la direzione di provenienza del seganle. Inoltre grazie alla supporto congiunto con le squadre di terra impegante anche loro nella esercitazione, l’AB-212 ha effettuato il recupero dei “survivors” nei due modi; quello in “Hovering” utilizzando il verricello, oppure effettuando un atterraggio vicino al luogo di ritrovamento a seconda del giudizio del Capo Equipaggio.

Personale dell'A.M. impegnati nell'esercitazione
L'AB-212 del MIATM
 
 
 

“L’autore del servizio desidera ringraziare tutto il personale dell’Aeronautica Militare Italiana che grazie alla loro immensa ed inesauribile disponibilità ha contribuito pienamente all’ottima riuscita di questo servizio; quindi un grazie al Ten.Col. Alessandro Alfonsi, al Cap. Davide Tortora, al Serg. Massimo Giannavola e al Serg. Lombardi dello S.M.A., inoltre un grazie anche al Ten.Col. Oskar Spath e al Serg. Vincenzo Valrosso del C.O.F.A.”